L’Ego spirituale, oggi.

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Argomento scomodo, lo so.

Sono circa 20 anni che vivo, studio e lavoro nel mondo della crescita personale e dell’evoluzione spirituale e la quantità di manipolazione, strategie e subdolo controllo che ho trovato in quest’ambito non l’ho riscontrata in nessun’altro ambiente.

Oggi maestri, guru, specialisti, istruttori dell’anima e via dicendo spopolano e infestano il web come mai prima, io stessa ne sono un esempio, ma siamo sicuri che chi abbiamo di fronte abbia autenticamente, con cuore e anima, lavorato su ciò che ci sta proponendo o che pretende di mostrarmi?

Alla stessa stregua di una guida alpina, anche nel percorso di evoluzione spirituale, non puoi condurre qualcuno dove tu stesso non sei stato.

Ci sono 10 indicatori che, nella mia esperienza personale, ho potuto osservare. Indicatori di un autentico “maestro” e indicatori di un ego gonfiato dalle nozioni e tecniche di crescita e miglioramento.

  1. Il vero maestro non si definisce tale, è innata in lui l’arte del “farsi da parte”. La sua è una grandezza umile, che non necessita di essere asserita.
  2. Colui che indossa il suo Ego spirituale, al contrario costruisce la sua “indispensabilità“, aumentando la dipendenza da una sua parola, un suo gesto o in generale la sua presenza.
  3. Accanto ad un vero maestro provi la stessa sensazione che provi accanto ad un bambino, è semplice e innocente, non sta facendo altro che essere lì e relazionarsi.
  4. Colui che indossa il suo Ego Spirituale è impegnato a costruire la sua grandezza, e accanto a lui è facile sentire un po’ di senso di distacco o di inadeguatezza, sì perchè lui stesso mette una divisione tra te e lui: lui è quello sveglio, più vicino al divino e tu sei quello che sta dormendo e va svegliato.
  5. Il vero Maestro è pura presenza, il suo esserci pervade la stanza e sperimenti momenti senza tempo.
  6. Il Guru da Ego Spirituale, mentre è lì, sta anche pianificando come far fruttare al meglio la situazione per avere ulteriore riscontro, credito e potere, il suo aiutare il prossimo è fonte di autocompiacimento, è approvvigionamento energetico per non sentire il suo corpo di dolore.
  7. Il silenzio è una qualità intrinseca dell’autentico Maestro. Egli/Ella non sente di voler parlare tanto di sè (non c’è più alcun sè separato), e delle sue evoluzioni e realizzazioni, il suo silenzio interiore pervade anche l’esterno, raggiungendo chi gli sta accanto.
  8. Al contrario quando stiamo indossando l’Ego Spirituale dobbiamo mostrare ciò che facciamo, rendere noti i nostri percorsi, le nostre realizzazioni, abbiamo bisogno di parlare di noi stessi, per avere riscontro, plauso, accoglimento, approvvigionamento narcisistico.
  9. Il maestro autentico è strumento divino, è canale, è collegamento e in quanto tale condivide semplicemente tutto ciò di cui gli è stato fatto dono, la luce, la saggezza, gli insegnamenti e l’amore.
  10. Colui che è totalmente nell’Ego Spirituale in realtà non vuole che l’altro migliori, cresca, si espanda…. non vuole che ognuno diventi maestro di se stesso, se così fosse non avrebbe più bisogno di essere guidato, e l’Ego Spirituale perderebbe il suo nutrimento e la sua posizione, cosa che non può permettersi di fare.

L’ego spirituale è la più astuta maschera dell’io. Nasconde in realtà un grande bisogno di essere visti, amati e riconosciuti, e la sua modalità è di farlo attraverso l’aiuto che presta agli altri nei processi di crescita ed evoluzione spirituale.

Fondamentalmente chi non è mai sceso, profondamente, umilmente e autenticamente nel proprio corpo di dolore, chi non ha mai veramente abbracciato le proprie ferite, per trasformarle con amore e compassione, chi non si fa semplice strumento dell’esistenza e del Sè superiore nei processi di “guarigione” ma se ne attribuisce i meriti e la paternità, costui/costei ha compiuto il suo percorso di conoscenza e di indagine dalla corazza dell’io, anziché dalla morbidezza dell’Essenza e non si è mai veramente arreso.

Per incontrare Dio, è necessaria la resa.

Abbiamo tutti un Ego Spirituale, parlo degli addetti ai lavori, operatori Olistici, Counselor, istruttori di yoga, di bioenergetica e di tutte le discipline olistiche e bio naturali, sciamani, costellatori, e via dicendo…. un Ego che tende a prendere il sopravvento di tanto in tanto, che tenta di appropriarsi indebitamente del miracolo della trasformazione e di attribuirsene il merito e il potere. L’unica risposta valida è il binomio amore/osservazione; vale a dire guardare la maschera  in faccia, con amorevole accettazione e compassione, scendere in profondità e contattare il proprio bisogno insoddisfatto e quindi la ferita, conoscerla, prendersene carico e infine ….. lasciare andare. Questo richiede vigilanza costante e disciplina, perché è molto suadente scivolare in questo gioco di potere e autocelebrazione.

Aggiungo e termino dicendo che alcuni degli autentici maestri che ho incontrato nella mia  vita erano contadini, pescatori, manovali o madri e nonne… persone che non hanno un certificato e non hanno fatto corsi altisonanti ne ritiri in ashram sperduti…. anime semplici che hanno aperto il cuore e si sono arrese a ciò a cui tutti noi apparteniamo.

Buon cammino.

Iris Gioia Deva Rajani

 

 

 

 

 

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