Un unico ostacolo alla tua felicità.

È molto semplice.

Il primo e unico ostacolo che hai alla gioia, all’amore e alla felicità, qual’è?

Cosa accomuna tutte le sofferenze più lancinanti che un essere umano può provare?

La perdita di un figlio, di un genitore, la morte in generale, il distacco, la partenza, la fine di un amore, di un matrimonio, perdere qualcosa definitivamente.

La radice di tutti i dolori del mondo è una sola e si chiama SEPARAZIONE.

Anche il neonato, nascendo, sperimenta la separazione dalla madre, dal senso di Uno, e ci metterà una vita a guarirlo…. se va bene.

Ora, ci portiamo dietro, una struttura psichica, che nutriamo e difendiamo, che lucidiamo e appoggiamo continuamente: il famigerato Ego.

È inutile volerlo distruggere, è impossibile. Ma conoscerlo sì, sapere quando prende il controllo sì, poterlo usare al nostro bisogno…. ancora sì.

Ho di recente scoperto un principio molto semplice: l’ego ha bisogno di conflitti, di problemi, di nemici, di confronto e competizione. Di ognuno dei fattori che conducono a separazione, a sottolineare il senso di “noi/loro”, “io/gli altri” , di ognuno di questi fattori lui si nutre, perché ciò sostiene la tesi indispensabile perché lui esista: un io separato.

È un bugia.

Nulla è separato e tutto è interdipendente: la terra, la pioggia, il seme, il contadino, il furgone del corriere, lo scaffale del supermercato, il caporeparto, la mamma che fa la spesa, il bambino fuori da scuola, la maestra, il semaforo rosso sulla strada di casa, il gatto sulla poltrona, il profumo di torta alle mele…..e via così.

Tutti i momenti di estasi che ricordo, hanno una cosa in comune… mi sentivo unita: a tutti, a tutto, a me stessa e a Dio.

L’amore è questo: nessuna separazione.

Per cui la prossima volta che sentì di odiare qualcuno, di provare rabbia, di non tollerare, di cadere nella trappola del confronto, di sentirti diverso, inadeguato, incapace rispetto a…. allora guarda bene:

L’EGO STA MANGIANDO E TU SEI IDENTIFICATO.

Fai un passo indietro, respira e chiediti “cosa è veramente importante, ora?”

Buon cammino.

Iris Gioia Ma Deva Rajani.

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