Archivi categoria: Coppia: relazione ed evoluzione

Donna felice, prima… buona madre, quindi.

              In questo video leggo un frammento del libro “L’Arte di Amare” di Eric From dal titolo l’Amore Materno.

        Recenti avvenimenti sincronici mi hanno portato ad integrare ed elaborare  contenuti del mio mondo interiore, come figlia prima e come madre poi… ma soprattutto come donna. Al di là dello spazio duale che si sviluppa tra le polarità giusto e sbagliato, ma con un cuore aperto e compassionevole che abbraccia le dinamiche inevitabili ed ereditarie su cui si sviluppano i nostri caratteri condizionati, è utile riconoscere che esiste un modo salubre di essere Madre e che questo non può svilupparsi senza il sostegno di un’appagamento profondo nell’essere…. Donna.

        Donna felice, peraltro. Donna realizzata. Anima realizzata nel suo incarnato tangibile e biologicamente inevitabile di Donna, colei che genera la vita e la sostiene fin dai primissimi, delicati momenti di vita, genesi e sostegno che affondano radici nell’Essere e solo dopo nel fare, in un fare che viene modulato e tinto dalla realizzazione di un’esistenza di donna appagata.

            Oggi la Donna ha il dovere di coltivare la propria Gioia di vivere, lo deve a se stessa e ad ogni uomo e donna sulla terra che attraverso lei nasce e cresce con i primissimi imprinting di autoregolazione bio relazionale, lo deve quindi al genere umano e alla Terra tutta.

Donna sìì felice. E che l’Uomo possa sostenere questa mission d’essere con l’amore e la protezione che per natura può portarle.

Buona Unione del Maschile e Femminile, perché solo uniti hanno potere e piacere.

Non mi innamoro più

In-Amore.

Entrare dentro l’Amore o, come nella lingua anglosassone, “cadere in Amore”, da falling in love, cadere, farsi male, ferirsi e doversi rialzare… ecco l’intero copione.

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Come si fa?… Oddio non me lo ricordo più.

Forse, forse…. investi tutta la tua attenzione in una persona? Dai il tuo tempo e la tua energia esclusivamente a lei/lui? O prima di tutto a lei/lui?

O forse, improvvisamente lui/lei prende la priorità… “tutto il resto viene dopo”… ? ma come dopo? dopo quando? qui tutto accade simultaneamente.

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Mollare la presa, l’arte dell’addio, e altre cose “scomode”….

Inizio citando Viktor Emil Frankl: ” Se non siamo più in grado di cambiare una situazione dolorosa, è il segno che abbiamo l’opportunità di cambiare noi stessi”.

A ben pensarci questo è il motore propulsivo di ogni crescita evolutiva: l’abbandono di qualsiasi certezza, la rinuncia all’illusione del controllo, mollare la presa sulla propria zona di comfort.

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Sei emotivamente disponibile per una relazione evolutiva? 7 punti importanti.

Se non lo sei, la relazione sarà una palestra, un campo di battaglia, una terapia del profondo, ma sia tu che il tuo partner ve la passerete male.

L’Anima Mundi (cfr. Platone) è forte, ci contiene, realizza se stessa, trova sempre il modo per realizzarsi, nonostante noi e le nostre piccole storie personali, storie dove un io separato esercita con sforzo volizioni e attaccamenti; quindi se entri in relazione per compensare, coprire o mettere a posto altre ferite, questa cosa emergerà con la spinta propulsiva proporzionata allo sforzo che fai per far finta di nulla, e il disagio sarà il segnale senziente che c’è evoluzione o ….involuzione.

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Un unico ostacolo alla tua felicità.

È molto semplice.

Il primo e unico ostacolo che hai alla gioia, all’amore e alla felicità, qual’è?

Cosa accomuna tutte le sofferenze più lancinanti che un essere umano può provare?

La perdita di un figlio, di un genitore, la morte in generale, il distacco, la partenza, la fine di un amore, di un matrimonio, perdere qualcosa definitivamente.

La radice di tutti i dolori del mondo è una sola e si chiama SEPARAZIONE.

Anche il neonato, nascendo, sperimenta la separazione dalla madre, dal senso di Uno, e ci metterà una vita a guarirlo…. se va bene.

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La crisi nelle relazioni: si può sciogliere?

La mia risposta è Sì.

Oggi parliamo di relazioni.

Relazioni romantiche, amicali, proiettate, compensative, tossiche etc..etc…

Non è mia intenzione trattarle una per una ora, ma di recente ho scoperto il filo che tiene unite tutte le “perle”

Ogni relazione, di qualsiasi tipo, se si scende veramente verso l’intimità, quella essenziale, dove incontriamo invariabilmente l’innocenza e la morbidezza, ogni relazione causa un duplice effetto: attiva il corpo di dolore e nutre i nostri schemi egoici.

Cosa vuol dire esattamente tutto ciò?

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Quando dimentichi te stesso e ti PERDI nell’altro.

Vorrei partire dalla premessa che non è sbagliato essere ipersensibili, super empatici, emotivamente generosi e ultra disponibili.

Se……

Lo sei prima con te stesso.

Chieditelo, fatti un auto test…. “da 0 a 10 quanto sono sensibile ai miei bisogni? quanto sono empatico verso il mio sentire? Quanto tempo ed occasioni di benessere mi dedico?”

Il modo migliore per amare l’altro ed esserci per lui/lei, è, prima di ogni cosa, esserci per sè, nella propria vita, nella propria pelle, nella propria esperienza.

Quando trascuriamo di fare esperienza autentica di noi stessi creiamo inevitabilmente un vuoto. Un buco interiore. Per esperienza autentica intendo conoscere la propria luce quanto la propria ombra, la propria forza quanto la propria vulnerabilità. Per fare esperienza totale e autentica di noi stessi, è necessaria la rinuncia.

A cosa?

All’immagine che abbiamo e che vogliamo presentare di noi.

Questa immagine è il buco camuffato che devia e rimbalza l’autentica esperienza di sè.

Senza questa autenticità non ci sono reali connessioni, ma solo giochi politici. “Tu mi servi perché in qualche modo alimenti e ingrassi l’immagine che ho e che presento di me. Io faccio lo stesso per te.” Questo non è amore, è trading.

Allora accade che, quando per qualche motivo, (e ve ne sono diversi e frequenti), non riusciamo a reggere il teatrino dell’immagine, veniamo meno al contratto e l’altro ci ferisce, o ci scarta, o perde interesse e presenza. Come accade nelle relazioni tossiche tenute insieme per approvvigionamento narcisistico.

Il narcisista è un buco nero che brama e ruba letteralmente l’energia all’altro, per suo proprio nutrimento, “suo” dell’immagine, dell’ego,

Io credo che finché non ci guardiamo veramente dentro, non guardiamo il vuoto, la ferita, le paure e il senso di inadeguatezza, (e ognuno c’ha le sue….. ) finché non prendiamo questa decisione e non la perseguiamo con disciplina e rispetto e amore per se stessi, allora siamo tutti un po’ narcisisti, e proiettando sull’altro la soddisfazione dei nostri vuoti, alimentiamo quel buco camuffato che si chiama ego.

Io personalmente, peferisco amare ed essere amata autenticamente, piuttosto che fare bella figura.

Iris Gioia Deva Rajani

Dipendenza Affettiva? L’inferno dentro e fuori.


La dipendenza Affettiva al pari di qualsiasi altra dipendenza e/o tossicità, si verifica quando abbiamo consegnato il nostro potere a qualcuno o a qualcosa al di fuori di noi.

Naturalmente la vita è relazione, e la felicità è più saporita se condivisa, ma siamo sicuri che ciò che ci muove verso l’altro sia la gioia traboccante e non un bisogno narcisistico?

Io per prima non ne sono certa.

Al pari di ognuno su questa terra ho le mie ferite, e non di tutt’e me ne sono presa piena responsabilità, sono una donna in cammino, a volte inciampo, ma mi rialzo sempre una volta in più.

Le ferite del passato, soprattutto quelle di cui ignoriamo l’esistenza e che ancora sono aperte, ci conducono inevitabilmente alla compulsiva ricerca di qualcuno, spesso un partner, che le possa guarire, o inconsciamente che le faccia bruciare ancor di più.

Questo ci rende affamati, dipendenti, bisognosi….. e arrabbiati quando l’altro tradisce le nostre narcisistiche pretese.

Ci sono due notizie a riguardo, una buona e una cattiva.

Notizia buona: le ferite si possono guarire solo da dentro.

Notizia cattiva: le ferite si possono guarire solo da dentro.

😉

Questo richiede un lavoro su di sè, guidato amorevolmente e con empatia, attraverso le dinamiche del passato irrisolte e non ancora accettate e comprese dal cuore compassionevole che batte nel petto di ognuno.

Siamo umani, possiamo sbagliarci. Sempre perché siamo umani possiamo comprendere, perdonare e integrare il nostro passato.

Avremmo così relazioni sane e non giochi di potere tra narcisisti e co-dipendenti, che poi finiscono inevitabilmente per scambiarsi di ruolo.

Parleremo di questo nel gruppo di incontro di Mercoledì 25 Ottobre.

Dentro di te, c’è tutto ciò che ti serve, ma se stai guardando fuori, non lo puoi vedere.

Stai con te.

Iris Gioia

Donna, risèrvati dei rituali.

Aumento dell’infertilità femminile, disturbi del ciclo mestruale, disequilibri, disarmonie, malattie…. oggi tanto ci dice che la donna è in sofferenza e con lei, Madre Terra.

Donna, sei tu, la prima a doverti risvegliare. Risvegliati al tuo essere donna. E così guarirai l’uomo e tutti i bambini.

Condivido con rispetto e umiltà queste parole di Clarissa Pinkola Estès, con una dedica ad ognuna delle donne, madri, figlie, sorelle, mogli e compagne, con un invito accorato: Donna, riservati tempo, gesti e amore per te sola, dedica un momento ogni giorno per ricordare chi sei, un rituale, una preghiera, una promessa alla Dea Madre, per non dimenticare che incarniamo il dono della vita, della pazienza, della compassione e dell’Amore Incondizionato.

“La donna sana assomiglia molto a un lupo: robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale, errante.

Con la Donna Selvaggia come alleata, guida, modello, maestra noi vediamo con gli occhi dell’intuito, porta tutto ciò che una donna ha bisogno per essere e sapere. Porta il medicamento per tutto, porta storie e sogni, parole, canzoni, segni e simboli. E’ nel contempo veicolo e destinazione.

Riunirsi alla natura istintuale non significa disfarsi, cambiare tutto da sinistra a destra, dal nero al bianco, spostarsi da est a ovest, comportarsi da folli o senza contollo. Non significa perdere le proprie socializzazioni primarie, o diventere meno umane,significa pittosto il contrario. La natura selvaggia possiede una ricca integrità.

Significa fissare il territorio, trovare il proprio branco, stare con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo indipendentemente dai suoi doni e dai suoi limiti, parlare e agire per prorio conto, in prima persona, essere consapevoli, vigili, riprendere i propri cicli, scoprire a cosa si appartiene, levarsi con dignità, conservare tutta la consapevolezza possibile.

La Donna Selvaggia in quanto archetipo, e tutto quanto sta dietro lei, è la patrona di tutti i pittori, gli scrittori, gli scultori, i ballerini, i pensatori, di coloro che compongono preghiere, che ricercano, che trovano, perchè tutti loro sono impegnati nell’opera di invenzione, ed è questa la princilpale occupazione della Donna Selvaggia. Come in tutte le arti sta nelle viscere e non nella testa.
Dov’è presente? Percorre i deserti, i boschi, gli oceani, le città, vive tra le regine, in sala di consiglio, in fabbrica, in prigione sulla montagna della solitudine. Vive nel ghetto, all’università e nelle strade. Lascia per noi delle impronte ovunque ci sia una donna che è terreno fertile.

Per trovare dunque la Donna Selvaggia lasciamo cadere i falsi manti che ci hanno dato. Indossiamo il manto autentico dell’istintinto possente della conoscenza. Infiltriamoci nei territori pschici che un tempo ci appartenevano. Sciogliamo le bende, torniamo a essere ora, le donne selvagge che ululano, ridono, cantano Colei che ci ama tanto.

Senza di noi la Donna Selvaggia muore. Senza la Donna Selvaggia, siamo noi a morire. “Para Vida” tutte dobbiamo vivere.” – Clarissa Pinkola Estés

Un Messaggio di Amore e Verità

Abbandoniamo la nostra verità per “comprarci” un po’ di amore, di riconoscimento e di considerazione, perchè pensiamo di non essere degni di amore, ma in questo modo non riusciremo mai a sentirci incondizionatamente amati, perchè non siamo nella verità.

E’ un circolo vizioso infinito.

Ricominciamo a ricordare?

La Verità è che noi siamo Amore. E nell’essere Amore siamo Verità, quella verità che abbraccia la luce e l’ombra, il buddha e zorba, il santo e l’assassino. E quando siamo nello spazio della Verità, allora Amore permea la nostra vita e il nostro respiro, senza etichette, senza confini: si rivela in un fiore, negli occhi di un bimbo, nello sguardo di uno sconosciuto, in un gesto gentile e accurato.

E’ molto più riposante riconoscere lo spazio di Amore e Verità, è molto più faticoso invece negarlo, confrontarlo, cambiarlo, gestirlo, etichettarlo, aggiustarlo, possederlo, barattarlo, investirlo, pianificarlo… etc… faticoso e inutile, peraltro.

La Verità è Sovrana, l’Amore il suo inseparabile compagno.

Da qualche parte dobbiamo pur ricominciare a ricordare.

Siamo nati per fare esperienza, esperienza di Amore e Verità, senza scelta, quello che accade è abbastanza, la vita ha più fantasia e senso dell’umorismo.

Lifes Knows Better.

Affidiamoci.