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UN VIAGGIO INCREDIBILE NELL’EMISFERO DESTRO, CON JILL BOLTE TAYLOR “Il nostro emisfero destro è  totalmente focalizzato sul presente”

E’ stato al 13esimo minuto e 44 secondi del TED  Video “Il mio
Ictus Ideale”, acoltando la neuroscienziata Jill Bolte Taylor,
magnifica protagonista e testimone di questa vicenda, che ho sentito
il mio interesse liquefarsi in commozione e sentito stupore.

Per chi non lo sapesse TED è un’organizzazione no-profit che nasce
nel 1984, l’acronimo sta per Technology, Entrainment and Design; per
avere un idea del valore dei TED Talks o TED Conference, basta dare
un’occhiata al loro motto: “Ideas Worth Spreading”, Idee
che vale la pena diffondere. Un’organizzazione che si propone di
cambiare il mondo grazie alle menti più ispirate del nostro tempo.

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“Il nostro emisfero destro è  totalmente focalizzato sul presente”

Il segreto della Vitalità

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IL SEGRETO DELLA VITALITA’: ENZIMI.

Pensiamo a quella meravigliosa macchina che è il corpo umano; miliardi di microscopiche cellule alimentate da idrogeno e carbonio (cibo), che si combinano con l’ossigeno contenuto nell’atmosfera e che sono responsabili di tutti i processi chimici ed elettrici che hanno luogo nei nostri tre cervelli: il sistema nervoso centrale, il cervello del cuore e quello nell’area intestinale.

Pensiamo ai meravigliosi processi di pensiero e di intuizione, alla precisione con il quale il trapezista calcola tempi e modi della sua performance circense o all’assolo improvvisato di un musicista jazz: come accade questa straordinaria coordinazione di milioni di cellule?

Enzimi.

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I TRE PILASTRI DELLA PRATICA

Il sentiero della pratica Buddhista ha tre aspetti fondamentali. Aspetti che costituiscono la pratica in sé; pertanto senza uno, gli altri non tendono a svilupparsi.

Sila.

Panna.

Samadhi.

Rispettivamente: Virtù (impegno morale), Saggezza, Concentrazione.

Sila ha a che fare con la condotta morale, un vivere basato sul NON creare, con azioni o parole, sofferenza a sé e agli altri. O quanto meno limitarla al massimo.

Cinque sono i precetti che il praticante laico è invitato a coltivare, sono regole di autodisciplina da applicare nella vita quotidiana:

1. Astenersi dall’uccidere o danneggiare qualunque creatura vivente

2. Astenersi dal prendere ciò che non ci è stato dato

3. Astenersi da una condotta sessuale irresponsabile

4. Astenersi da un linguaggio falso o offensivo

5. Astenersi dall’assumere bevande alcoliche e droghe.

Mantenendo la sfera delle nostre intenzioni e azioni il più pura possibile, oltre che evitare di produrre ulteriore Karma, prepareremo quel giardino calmo e compassionevole dove la saggezza potrà “accadere”.

Panna: saggezza.“Non fatevi guidare dalla tradizione, dalla consuetudine o dal sentito dire; dai testi sacri, dalla logica o dalla verosimiglianza, né dalla dialettica o dall’inclinazione per una teoria. Non fatevi convincere dall’apparente intelligenza di qualcuno o dal rispetto per un maestro… Quando capite da voi stessi che cosa è falso, stolto e cattivo, vedendo che porta danno e sofferenza, abbandonatelo … E quando capite da voi stessi che cosa è giusto … coltivatelo"  Buddha

La saggezza buddhista si interessa piuttosto di quegli aspetti dell’esistenza che sono direttamente osservabili, e che non implicano l’adesione a un credo. Gli insegnamenti vanno verificati alla luce dell’esperienza personale. I modi di esprimere la verità possono variare a seconda delle persone. Ciò che veramente conta è la validità dell’esperienza, e se tale esperienza conduce a un modo di vivere più saggio e compassionevole.

Ovviamente per fare ciò occorre una mente vigile che conosce se stessa e che pratica la retta visione. Da qui l’importanza di …….

Samadhi: Sedersi in silenzio prestando attenzione al respiro porta, col tempo, allo sviluppo di chiarezza e calma. In questo stato mentale è possibile discernere più chiaramente tensioni, aspettative e umori abituali, e scioglierli con l’esercizio di un’investigazione delicata e al tempo stesso penetrante.

Il Buddha ha insegnato che è possibile sostenere la meditazione nel corso dell’attività quotidiana, e non solo quando si siede immobili in un certo luogo. Si può portare l’attenzione sul movimento del corpo, sulle sensazioni fisiche o sul flusso di pensieri e sentimenti che si avvicendano nella mente. Questa attenzione dinamica si definisce ‘presenza mentale’, o consapevolezza.

Pertanto non si tratta soltanto di sedersi su un cuscino in un luogo silenzioso. La pratica è ovunque e sempre. Si pratica quando non si reagisce ad un insulto, quando si sceglie di rinunciare alla parola sprezzante, quando ci si astiene dal giudizio, quando si ha rispetto per la vita e la proprietà altrui, quando si preserva la propria lucidità, quando si sceglie di connettersi con la propria esperienza diretta, quando si riconosce, si accetta, si investiga e si lascia andare.

La pratica è ovunque e in ogni singolo istante. Come il Respiro.

Buon Cammino.

Fonte: http://santacittarama.altervista.org/buddhismo.htm#Meditazione