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Donna, risèrvati dei rituali.

Aumento dell’infertilità femminile, disturbi del ciclo mestruale, disequilibri, disarmonie, malattie…. oggi tanto ci dice che la donna è in sofferenza e con lei, Madre Terra.

Donna, sei tu, la prima a doverti risvegliare. Risvegliati al tuo essere donna. E così guarirai l’uomo e tutti i bambini.

Condivido con rispetto e umiltà queste parole di Clarissa Pinkola Estès, con una dedica ad ognuna delle donne, madri, figlie, sorelle, mogli e compagne, con un invito accorato: Donna, riservati tempo, gesti e amore per te sola, dedica un momento ogni giorno per ricordare chi sei, un rituale, una preghiera, una promessa alla Dea Madre, per non dimenticare che incarniamo il dono della vita, della pazienza, della compassione e dell’Amore Incondizionato.

“La donna sana assomiglia molto a un lupo: robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale, errante.

Con la Donna Selvaggia come alleata, guida, modello, maestra noi vediamo con gli occhi dell’intuito, porta tutto ciò che una donna ha bisogno per essere e sapere. Porta il medicamento per tutto, porta storie e sogni, parole, canzoni, segni e simboli. E’ nel contempo veicolo e destinazione.

Riunirsi alla natura istintuale non significa disfarsi, cambiare tutto da sinistra a destra, dal nero al bianco, spostarsi da est a ovest, comportarsi da folli o senza contollo. Non significa perdere le proprie socializzazioni primarie, o diventere meno umane,significa pittosto il contrario. La natura selvaggia possiede una ricca integrità.

Significa fissare il territorio, trovare il proprio branco, stare con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo indipendentemente dai suoi doni e dai suoi limiti, parlare e agire per prorio conto, in prima persona, essere consapevoli, vigili, riprendere i propri cicli, scoprire a cosa si appartiene, levarsi con dignità, conservare tutta la consapevolezza possibile.

La Donna Selvaggia in quanto archetipo, e tutto quanto sta dietro lei, è la patrona di tutti i pittori, gli scrittori, gli scultori, i ballerini, i pensatori, di coloro che compongono preghiere, che ricercano, che trovano, perchè tutti loro sono impegnati nell’opera di invenzione, ed è questa la princilpale occupazione della Donna Selvaggia. Come in tutte le arti sta nelle viscere e non nella testa.
Dov’è presente? Percorre i deserti, i boschi, gli oceani, le città, vive tra le regine, in sala di consiglio, in fabbrica, in prigione sulla montagna della solitudine. Vive nel ghetto, all’università e nelle strade. Lascia per noi delle impronte ovunque ci sia una donna che è terreno fertile.

Per trovare dunque la Donna Selvaggia lasciamo cadere i falsi manti che ci hanno dato. Indossiamo il manto autentico dell’istintinto possente della conoscenza. Infiltriamoci nei territori pschici che un tempo ci appartenevano. Sciogliamo le bende, torniamo a essere ora, le donne selvagge che ululano, ridono, cantano Colei che ci ama tanto.

Senza di noi la Donna Selvaggia muore. Senza la Donna Selvaggia, siamo noi a morire. “Para Vida” tutte dobbiamo vivere.” – Clarissa Pinkola Estés

Un Messaggio di Amore e Verità

Abbandoniamo la nostra verità per “comprarci” un po’ di amore, di riconoscimento e di considerazione, perchè pensiamo di non essere degni di amore, ma in questo modo non riusciremo mai a sentirci incondizionatamente amati, perchè non siamo nella verità.

E’ un circolo vizioso infinito.

Ricominciamo a ricordare?

La Verità è che noi siamo Amore. E nell’essere Amore siamo Verità, quella verità che abbraccia la luce e l’ombra, il buddha e zorba, il santo e l’assassino. E quando siamo nello spazio della Verità, allora Amore permea la nostra vita e il nostro respiro, senza etichette, senza confini: si rivela in un fiore, negli occhi di un bimbo, nello sguardo di uno sconosciuto, in un gesto gentile e accurato.

E’ molto più riposante riconoscere lo spazio di Amore e Verità, è molto più faticoso invece negarlo, confrontarlo, cambiarlo, gestirlo, etichettarlo, aggiustarlo, possederlo, barattarlo, investirlo, pianificarlo… etc… faticoso e inutile, peraltro.

La Verità è Sovrana, l’Amore il suo inseparabile compagno.

Da qualche parte dobbiamo pur ricominciare a ricordare.

Siamo nati per fare esperienza, esperienza di Amore e Verità, senza scelta, quello che accade è abbastanza, la vita ha più fantasia e senso dell’umorismo.

Lifes Knows Better.

Affidiamoci.

 

L’Amore mi ha vissuta… e continua.

Era il 21 luglio 2015, e in una spiaggia sassosa sulla costa veronese del Lago di Garda, il sole mi baciava la pelle.

Da lì, da quel momento ordinario, sgorgarono  parole da ogni parte del mio corpo.

Ogni mia cellula ha voluto scriverle.

Allora scrissi: “Ho capito cos’è l’Amore”, oggi dico “L’amore mi ha vissuta”.

E sono felice di scoprire che Amore e Veritá sono la medesima energia, e grata del dono di scoprirli ogni giorno.

Grata di essere scelta e di ricevere.

Grata a Iris, per aver riconosciuto Iris, Ma Deva Rajani.

Ed ecco….


Vedersi e ri-conoscersi ad ogni istante.

Riconoscersi nei continui movimenti tuoi, dell’altro e dell’esistenza.

Abbracciare le paure. Ascoltarle quando sorgono e prendertene cura.

Coltivare la pazienza, nell’atto di testimoniare la vita che scorre attraverso entrambi.

Onorare l’energia vitale.

Rendere il sesso una sacra esperienza.

Essere, nel l’autenticità di un “mi dispiace”, “ho paura”, “sei importante”.

Abbracciarsi non meno di 12 volte al giorno.

Nutrire l’altro, lasciarsi nutrire.

Sentirsi degni di cura e di attenzioni.

Onorare le tue connessioni col mondo, e le sue.

Celebrare i vicendevoli talenti.

Fare il tifo per i propri sogni e per i suoi.

Prendersi per mano dolcemente dire: “hey, Amore, guarda…. È questo il presente, Stiamo qui, con quello che c’è.”

E poi danzare, danzare insieme.

E condividere il silenzio.

Ritrovarsi nel centro esatto della consapevolezza, dove Siamo Uno.

Accompagnarsi nel distacco, nella separazione.

Concedersi spaziosità, concederla all’altro.

Fidarsi, affidarsi.

Dire si, quando è si. No quando è no…. E….Sentirlo profondamente.

E poi l’ascolto profondo.

E testimoniare l’amore….. Con immensa gratitudine. Ed offrirla ai piedi dell’altro.

Nell’amore c’è la più grande occasione di crescita, guarigione e trasformazione.

Tutto è Amore.

Ma Deva Rajani Iris Gioia

Riconoscersi (finalmente) DONNA

Donna, il tuo cuore vive nel dubbio, sei molto critica con te stessa. E sei molto stanca, lo so! Rilassati…. Non Crucciarti per raggiungere chissà quale obiettivo, riconoscimento o illuminazione. Tu sei il ponte tra l’uomo e il divino, sei già illuminata! Non affannarti a raggiungere stereotipi maschili, non adoperarti in ogni modo fuori dalla tua pelle per essere quella che non sei. Non spetta a te, quelli sono i traguardi della cultura del maschio e dei suoi giochi di potere. Non serve che corri per il potere, esso è già tuo. Impegnati invece a ricordare chi sei…. Tu puoi dare la Vita, il Divino ti ha già scelta. Non credere a tutte le bugie religiose e mistiche raccontate per screditarti, sono state inventate per manipolare l’uomo. Resta pura, rilassati… respira…. ascolta la tua pancia, il tuo cuore. Dio ti parla da sempre, il tuo DNA non si disperde mai. Sei la culla del mondo. Ricordati chi sei.

Deva Rajani (Donna, Madre Eterna, Regina)

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Dio è Femmina.

“Uomo, per conoscere i misteri della vita dovrai penetrare nel cuore della Donna, dato che Dio è una parola misteriosa e la Donna il suo Significato…lei è il tempio di Dio è il cammino che ti permette di conoscere te stesso. La Donna è la religione della Natura e dell’Amore, la cui voce devi riuscire a sentire davvero se vuoi conoscere la Divinità…Chi adora Dio nella Donna non ha bisogno di andare in nessun Tempio, perchè il cuore di Lei è il ponte che conduce alla sapienza e alla comprensione, per questo la Donna è la Liberazione per l’Uomo (e non il suo peccato). La Donna può cambiare questa società violenta e immorale, se prende coscienza di chi lei è; della sua Missione, se si prepara a fecondare i Principi Divini che si trovano nel cervello e nel cuore degli Uomini”. (Meditazione nelle Ande -Mamani)

 

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Gioca, Ridi, Ama!!!!!

 

Quindi Gioisci! Ispira! Gioca! Dai la Vita!!! Allatta! Ama e Perdona!!!! Il Tuo Cuore è Grande, smetti di giocare un gioco non tuo.

Sii Donna, è tempo.

 

 

Hai un figlio da zero a tre anni? Leggi qui….

Secondo Erikson, l’individuo attraversa inevitabilmente diversi stadi di evoluzione psicologica, ognuno dei quali caratterizzato da un piccolo (o grande) conflitto, una sorta di realtà duale, nel quale, conformemente alle sue possibilità ed attitudini, è chiamato a integrare, a discernere, a includere nella coscienza evolutiva due opposti, tramite l’esperienza libera e giocosa.

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Il bambino è l’essere puro, per questo è temerario e audace.

Il secondo stadio, la seconda infanzia va dal primo al terzo anno di vita e vede il bambino (e i genitori inevitabilmente), alle prese con l’oscillamento tra Autonomia e Vergogna e Dubbi

Qui il bambino sperimenta le prime spinte all’esplorazione; è la vita che spinge per manifestarsi e realizzarsi nel gioco dell’esistenza tangibile.

E’ necessario che possa esperire un certo grado di autonomia, anche piccoli passi, aggiungerei io. Qui si radica la fiducia in se stesso come entità separata, è pertanto vitale che la madre, gli educatori, i nonni o i takesgivers in generale, si mostrino presenti ma spaziosi nell’accogliere questi piccoli distacchi, senza proiettare la propria ansia di controllo o la propria paura di scoprire o di cambiare. Quando il piccolo esercita un certo grado di autonomia e sente tuttavia la contrarietà dalla sua più grande fonte di sopravvivenza, in lui viene piantato il seme della vergogna, un emozione energeticamente congelante. Al contrario se sentirà che anche nelle sue piccole sperimentazioni è sostenuto seppur ad una certa distanza, potrà crescere la sua consapevolezza di sé nel mondo, mantenendo lo spirito di gioco e curiosità fanciullesca anche nelle età successive.

Deva Rajani (Madre e Counselor)