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Autoguarigione ed equilibrio con il Rebirthing

                 Il Respiro o ReBirthing è una tecnica bioenergetica  che si propone come obiettivo l’integrazione di vecchi schemi energetici immagazzinati nel corpo, derivanti da traumi psico fisici ed emozionali. Questi schemi possono essere definiti come depositi contenenti sensazioni, emozioni, percezioni e pensieri inscritti a livello cellulare e che sono in grado di condizionare le nostre risposte fisiche ed emotive innescando reazioni dette adattamenti coercitivi: in passato non si è potuto o voluto consentire a una qualche emozione, come per esempio rabbia, paura o frustrazione, di manifestarsi pertanto essa rimane repressa; registrata nel corpo a livello cellulare e molecolare e trasportata nel nostro presente attraverso i ripetuti cicli di mitosi cellulare, dove la nuova cellula eredita l’informazione dalla vecchia genitrice morente.

Ecco alcuni benefici documentati a livello scientifico:

  1. Attraverso diversi ritmi di respiro vengono stimolate fibre di diverso diametro del nervo vago: ne consegue una coerente modulazione di vari centri nervosi.
  2. Aumenta la neuro plasticità (stimola la produzione di fattori neuro plastici)
  3. Migliora le connessioni interemisferiche
  4. L’effetto positivo nel trattamento della Sindrome da Stress Post Traumatico è stato spiegato con la possibilità di stimolare l’amigdala ed evocare la memoria emotiva dissociando dal ricordo dell’evento scatenante.

Benefici della respirazione sulla fisiologia umana

  1. Stress: riduce il cortisolo ematico ed il lattato, indicatori dello stress.
  2. Sistema immunitario: diversi studi hanno evidenziato un incremento significativo di cellule Natural-Killers nei praticanti del respiro
  3. Sistema endocrino: evidenti gli effetti di riequilibrio sul Sistema Endocrino
  4. Invecchiamento cellulare: vari studi hanno evidenziato che la pratica quotidiana del respiro induce un aumento degli enzimi anti ossidativi proteggendo le cellule dai radicali liberi che ne causano l’invecchiamento
  5. Allevia ansia, stress, frustrazione: il respiro fornisce un supporto determinante nel superare molte abitudini/dipendenze, dall’eccesso di alcool e cibo al fumo che sono spesso dannose strategie di ripiego per affrontare disagio, stress, ansia, frustrazione.

Prenditi cura di te.

Iris Gioia Deva Rajani

Fonti: Studio effettuato presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’A. O. Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano effettuato dal Dr. Mencacci; Dr.ssa Stefania Doria; Dr.Roberto Sanlorenzo biologo molecolare. 

Abitudine: un abito che non riesci più a togliere.

 

                Ti è capitato di vivere un’abitudine particolarmente difficile da abbandonare? A livello neuro scientifico stiamo parlando di un automatismo, un circuito neuro chimico che non necessita del nostro discernimento del momento, per gestire un’azione o comportamento con successo, vediamo alcuni esempi:

  • dai più innocui e utili: respirare, guidare, comporre un numero di telefono, andare in bicicletta, banalmente camminare….
  • a quelli un po’ più subdoli e nascosti, l’abitudine a scusarsi, a spiegare, ad interrompere, a programmare cosa dire mentre l’altro ancora ci sta parlando,
  • alle vere e proprie dipendenze: fumo, alcool, cibo, sesso, interazioni sui social.
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Abituarsi alla stessa realtà

Neurochimicamente succede questo: il comportamento si è ripetuto nel tempo, attivando nel cervello intere porzioni di reti sinaptiche, totalmente dedicate a quel comportamento o ambiente, e ogni volta che la ripetiamo, questa rete neurale diviene sempre più forte ed automatica. Nel caso delle dipendenze o abitudini consolidate il problema è  la sensazione che scaturisce da il gesto, il comportamento, la persona o gruppo. Quando diventa sensazione, la “palla” passa al corpo che letteralmente si nutre di sostanze endogene, (cioè prodotte dal corpo stesso), neurotrasmettitori molto potenti: per dirne alcune adrenalina o noradrenalina come eccitanti e stimolanti, serotonina , dopamina, endorfine e ossitocina: il quartetto magico della felicità, come sedativi, oppiacei ed euforizzanti.

In pratica dentro di te c’è un pusher ben fornito. (^___^)

Partiamo dall’Etimologia, perchè è curioso:

Abitare, abito (vestito),  ed abitudine, hanno radici etimologiche molto simili, e rispettivamente: habere=avere, habitu(m)=caratteristica esteriore, habitus=modo di essere.

Ovvero la triste storia di come CIO CHE HAI, finisce per diventare CIO’ CHE SEI, attraverso il tunnel di CIO’ CHE MOSTRI FUORI, e del plauso che ne ricevi, e senza di questo “CIO'” tu non sai più chi sei, ti sembra di non esistere, pertanto sei letteralmente Abitato (posseduto) da qualcosa che ti si incolla addosso, come un Abito stretto, e si compie come Abitudine.

E addio alla spontaneità.

Ora io lo trovo un po’ drammatico e credo valga la pena di stimolare una riflessione a riguardo. Stiamo parlando di dipendenza. Di coazione a ripetere. Di schemi ciclici di comportamento. Di impossibilità di cambiare ed evolvere.

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La prigione è dentro

E ora le buone notizie:

l’Abitudine che ti Abita e che indossi come un Abito stretto… si può scardinare, ti giuro che si può, tuttavia il percorso è individuale, dipende dalla tua storia, o meglio dalla storia che credi essere tua.

Intanto comincia a prestare attenzione a ciò che scegli veramente.

Buon cammino.

Iris Gioia Deva Rajani

 

 

 

 

 

 

 

Il linguaggio del corpo, una voce spesso inascoltata.

Il corpo parla, inequivocabilmente, senza mentire, senza le infrastrutture adattive della mente, senza “se” e senza “ma”.

In una cultura dell’inibizione e risoluzione del sintomo, ci ritroviamo spesso in conflitto con lui e la sua voce inascoltata, tende ad aumentare in volume e intensità.http3a2f2fmedia-pinkblog-it2f22f2e02fmal-di-schiena-e-colite

Paura e insicurezze irrigidiscono pancia e intestino.

Una profonda tristezza e rassegnazione sul ricevere amore e attenzioni bloccano il respiro e atrofizzano i polmoni.

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La spinta eccessiva alla performance senza concederci di essere arrabbiati, tristi, o semplicemente stanchi, bloccano la schiena.

Arterie indurite e sclerotizzate, urlano silenziosamente il bisogno di una carezza e una parola gentile.

La rassegnazione emotiva e una silente disperazione sono il terreno nel quale cresce il cancro.

Tutto questo a livello energetico se vogliamo avere una visione olistica dell’essere umano e non meccanicistica delle sue componenti fisiche. Quando lo stress esistenziale diventa insopportabile, quando per troppo tempo non abbiamo visto, riconosciuto e accolto i messaggi dell’anima, accade che il corpo, stanco, consuma tutta la sua energia in anni di repressione della nostra verità, e le “difese” crollano.

Sentire, conoscersi e riconoscersi.

Cominciamo a farci questo dono, non deleghiamo, il sentire non possiamo delegarlo, siamo i primi responsabili del nostro equilibrio, benessere e salute.

Abbi cura di TE.

Iris Gioia Deva Rajani

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Fare pace col tempo: l’Adesso.

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L’Adesso è fuggente, non appena ne parliamo già non è più, inafferrabile, impossibile da trattenere o da conservare, eppure è l’unica cosa che abbiamo.

Potremmo pensare che una giornata è composta da un susseguirsi di Adesso. Ma ad uno sguardo più attento questo momento è l’unico momento che abbiamo. Non ve ne sono altri. Temo pertanto che l’adesso oggetto di anticipazione o di memoria sia solo un’astrazione della mente. Adesso non è dopo e non è prima.

L’Adesso è sempre. E’ SEMPRE ADESSO.

Quando ci sentiamo a disagio, inevitabilmente stiamo “litigando” con l’Adesso, di base non lo stiamo accettando e siamo riluttanti ad accoglierlo per quello che è. Investiamo in qualcosa che non esiste (il futuro), al fine di cambiare il presente, conformandone il contenuto alle nostre aspirazioni e prendiamo a considerarlo un nemico. Ugualmente tanto più restiamo ancorati al contenuto di un adesso che non è più, tanto più l’unico vero Adesso che abbiamo ci risulterà avverso e non lo accetteremo.

Ed eccoci schiavi del Tempo. Ed eccoci intrappolati nella mente. Ed eccoci assenti al presente.

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Mindfulness in Yoga: comprendere lo Stress e l’Invecchiamento

a cura di Iris Gioia Deva Rajani

 

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Lo  Stress e l’ Invecchiamento sono strettamente connessi ad una progressiva degenerazione cellulare.

Le cellule dei tessuti che compongono il nostro corpo si rigenerano ripetutamente, con diverse frequenze, in modo tale che ogni 7 anni siamo completamente nuovi a livello cellulare e biochimico

 

Allora perchè degeneriamo col tempo?

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