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Cerchi ciò che non hai, porti cio’ che hai

C’è una differenza sottile ma profonda tra cercare l’amore in una relazione e portare l’amore in una relazione.
Quando cerchi l’amore in una relazione sei epicentrico, potresti diventare vittima, mendicante, bisognoso. Entri per prendere. In questo caso, anche quando dai, è un investimento. In realtà stai, con il tuo dare, cercando di costruire qualcosa che ti serve.

I gesti dell’altro vengono spesso riferiti a te, a cosa ti ferisce, a cosa ti manca, a cosa ti completa, a cosa ti inorgoglisce e appaga.. Sei come un bambino, le tue ferite antiche, non viste, elaborate e trasformate colonizzano il palcoscenico della relazione attuale. Potresti sentirti abbandonato, perché il tuo partner ha altro da fare, potresti sentirti rifiutato se il partner non sente il tuo stesso trasporto sessuale mentre lo senti tu, potresti sentirti tradito se il partner fa una scelta che non ti aspettavi.

Trascuri che una cosa è essere traditi, abbandonati e rifiutati e ben altra è sentirsi così. E non lo metti in dubbio. Il percepito diviene l’unica verità. In quanto bambino è ancora da mamma e papà che vuoi essere visto, accolto, accontentato e coccolato.

Quando entri in relazione per cercare l’amore, sei nel bisogno, costante e sotterraneo di ricevere, altro non ti interessa.

L’altro adempie ad una funzione.

Potresti ritrovarti spesso proiettato in fantasticherie sul futuro o nostalgico per ciò che è stato. Con il concetto del tempo tradisci la vita e la vitalità che è in te solo nell’istante che accogli da sveglio. Tra proiezioni e nostalgie non ti accorgi di ciò che c’è. Tendi a fraintendere e travisare, reagisci (agisci ripetutamente) a qualcosa che nulla o poco ha a che fare con ciò contro cui ti dibatti… un’antica indifferenza, una remota carezza che tanto hai aspettato invano, l’abbraccio di una madre che forse stanca o distratta, non era lì con tutta sè stessa.

Il risultato: non ci sei. NON CI SEI. Non sei lì, insieme a colui o colei che dici di amare. Certamente c’è desiderio, il desiderio dell’AMORE, in realtà. L’altro è una funzione.

Vedersi sempre con occhi nuovi.


Quando porti l’amore in una relazione è segno che hai visto ed elaborato le tue antiche ferite relazionali.

Le tue mani sono aperte, l’abbraccio espande, non chiude. Non stai afferrando niente, non c’è prendere nè dare, tutto è un fluire danzante di doni, anche nel confronto, anche nella discussione, un’apparente conflitto può rivelare un inestimabile tesoro di apertura e crescita. Come portatore di Amore, sei un portale, offri all’altro l’occasione di integrarsi, di tornare intero.

E’ un darsi. Darsi, così come sei. Con l’apertura disponibile all’ascolto, al cambiamento, agli scossoni, ai nuovi equilibri.

Concedi all’altro il dono di essere nuovo rinnovando ogni giorno gli occhi con cui lo guardi. C’è ascolto prima di un abbraccio, nella carezza, nel bacio, e tutto avviene ora, senza una storia pregressa, il gesto e privo di movente e obiettivo.

Poesia, dolcezza, trascendenza, creatività e sensualità ti colgono di sorpresa, inattese. C’è stupore. C’è incanto. È fresco. Niente è costruito o pre confezionato… non ci sono certezze, e se ci fossero sarebbero false, perchè nulla che sia transitorio può essere certo.

La tua certezza sei TU.

Si tratta di un sentire la vita che ti abita ora, con tutto ciò che porta, senza censure o aggiustamenti, con la volontà di crescere nella verità, di qualsiasi colore, forma, consistenza essa sia.

Accade solo se hai consapevolizzato le tue ferite antiche… non è sufficiente averle domate, sedate, educate e controllate, no, no…dovrai abbracciarle e sentirle bene, in coscienza di te, perché come ci insegna il buon Jung, che io amo:

Nessuno si illumina immaginando figure di luce, ma rendendo cosciente l’oscurità. Ciò che non viene fatto consciamente si manifesta nelle nostre vite come destino“.

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La relazione è una via di inestimabile valore.

Che tutti gli esseri possano ricevere il dono di una vera intimità.

Gioia Iris Deva Rajani

Diretta Mindfulness 15 Aprile 2020

Mai come ora è necessario allenare e fortificare il muscolo della consapevolezza.

Ci troviamo ad affrontare un cambiamento profondo, e con esso tutta la resistenza al cambiamento.

Vecchi paradigmi non reggono più, ci è richiesto dalla vita stessa di andare oltre, oltre noi stessi, la nostra storia, il nostro nome, le nostre certezze.

È fondamentale non smarrirsi nella paura e nella frustrazione derivante dal senso di disorientamento ed impotenza.

Mindfulness e Heartfulness, non sono mai state utili e finanche indispensabili come adesso.

Diretta you tube oggi, ore 17.30.

Link di accesso

https://youtu.be/rM088JFzWpQ

Gioia Iris Deva Rajani

Non mi innamoro più

In-Amore.

Entrare dentro l’Amore o, come nella lingua anglosassone, “cadere in Amore”, da falling in love, cadere, farsi male, ferirsi e doversi rialzare… ecco l’intero copione.

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Come si fa?… Oddio non me lo ricordo più.

Forse, forse…. investi tutta la tua attenzione in una persona? Dai il tuo tempo e la tua energia esclusivamente a lei/lui? O prima di tutto a lei/lui?

O forse, improvvisamente lui/lei prende la priorità… “tutto il resto viene dopo”… ? ma come dopo? dopo quando? qui tutto accade simultaneamente.

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Flusso di Energia Vitale: sbloccare, seguire e sostenersi con Mindful Yoga Prana Flow

Lo yoga che propongo è uno yoga in movimento, talvolta sembra una danza. Mindful Yoga Prana Flow riscopre il piacere di avere un corpo, rimuovendo ciò che lo irrigidisce.

Alexander Lowen, padre della bioenergetica nel suo libro “La spiritualità del corpo”, scrive: “Il piacere fisico deriva da qualsiasi attività che svolgiamo con grazia. Se concentriamo tutta l’attenzione sul conseguimento dell’obiettivo, sacrifichiamo il piacere che deriva dal muoverci verso di esso”.

Nello Yoga l’asana allineata e tenuta è l’obiettivo, ma c’è tutto un mondo che si rivela nell’entrare nell’asana, nel muoverci con l’espansione e la contrazione del respiro verso la posa. In questo viaggio, possiamo scoprire e sentire molto su noi stessi, conoscerci, accoglierci e illuminare il .corpo e la mente con la luce della nostra presenza consapevole (mindfulness).

Oggi viviamo in una struttura sociale in cui c’è un eccesso di rigidità, sotto forma di: competizione, politica del guadagno, materialismo… questo blocca l’energia vitale che ci pervade e che deve fluire, perchè questo è ciò che l’energia fa naturalmente… scorre; ma talvolta blocchi energetici che diventano corazze muscolari, o riduzioni forti del flusso respiratorio impediscono questo fluire e il trattenimento di un corpo teso… diventa disagio, dolore, contrattura e se trascurato malattia.

Gioia, Grazia e Amore sono nostre qualità essenziali, di tanto in tanto oscurate dal pensiero automatico/giudicante e da interpretazioni della realtà filtrate dalle nostre credenze e paure.

Durante la pratica di Mindful Yoga Prana Flow ci facciamo una bella doccia energetica e rimuoviamo un po’ di ciò che non siamo, per contattare la nostra LUCE.

Vi aspetto.

Iris Gioia Deva Rajani.

Risvegliarsi a sè stessi, con il sonno Yogico: YOGA NIDRA.

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Yoga Nidra non è inteso a produrre rilassamento, non direttamente almeno. Ma il rilasciare completamente tensioni ed attaccamenti è uno dei suoi effetti più tangibili.

Affonda le sue origini nell’antiche pratiche Tantriche del Mahanirvana Tantra (Il Tantra della Liberazione).

E’ un metodo per condurre ad una completa purificazione energetica, fisica, mentale ed emozionale, favorisce lo scioglimento delle tensioni muscolari, frutto di squilibri dei sistemi nervoso ed endocrino, quelle a carico del mentale, causate da un’eccessiva tendenza al turbinio dei pensieri automatici, e quella emozionale, che nascono dalla comune tendenza ad interpretare il reale attraverso concetti che esprimono dualismo e contrapposizione (amore/odio, felicità/infelicità, giusto/sbagliato, ecc.).

Yoga Nidra purifica le porte della percezione e ti permette di scendere consciamente in contatto col profondo,  durante la pratica,  la mente inizia ad emettere onde Alfa e Theta. Le onde Alfa hanno una frequenza che va da 8 a 14 Hz. Compaiono quando noi siamo in uno stato rilassato ma vigile, quando la nostra mente è calma e concentrata. Appaiono quando meditiamo o pratichiamo Yoga.  Le onde Theta invece hanno una frequenza che va da 4 a 8 Hz e vengono emesse quando siamo in uno stato profonda di meditazione, sono onde cerebrali creative ed ispirano una profonda spiritualità. Le onde Theta ci permettono di accedere al proprio Sè Superiore.

La pratica di Yoga Nidra verrà eseguita a seguito di una breve sequenza di asana e yoga flow per favorire la distensione e il rilascio e preparare il corpo e la mente.

Portate il vostro corpo e il vostro respiro, tappetino e coperta.

Ti Aspetto per condurti nel viaggio più meraviglioso, quello in TE.

Iris Gioia Deva Rajani.

 

 

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“L’uomo è debole perché dipende solo dal suo intelletto e dalle informazioni dei sensi. Ma, una volta aperte le porte alla mente più profonda – e riposate in yoga nidra – vi troverete alle radici della creatività. Nella mitologia induista il simbolo di yoga nidra è il Signore Narayana che riposa su un oceano di latte. Egli è sdraiato su un grande serpente con molte teste e la bellissima Lakshmi gli massaggia i piedi. Dal suo ombelico emerge un fiore di loto sul cui pericarpo si trova seduto il Signore Brahma, simbolo dell’inconscio. Ciò significa che in yoga nidra si manifesta il vostro inconscio. Swami Satyananda Saraswati

Impossibile sentirsi soli.

           Ogni secondo perdiamo 10.000.000 di cellule, e altre 10.000.000 ne nascono, il nostro cuore pulsa più di 8 litri di sangue al minuto, pulsa attraverso 100.000 km di vasi sanguigni, in una cellula del nostro corpo accadono 100.000 reazioni chimiche al secondo, se moltiplichi questo per i 73 trilioni di cellule che compongono i nostri tessuti..(cfr. Joe Dispenza).

E’ un bel po’ di lavoro, no? chi lo fa?… Tieni traccia e controlli tutto questo?

Se lo fai, chiamami che ti voglio stringere la mano!!!

              C’è una forza enorme, un’intelligenza capace di dispensare nuova vita secondo dopo secondo, ed è la stessa che cambia il profilo ad un campo di girasoli al tramonto, fa girare i pianeti intorno al sole, crea supernove continuamente nell’universo, forza una rosa a sbocciare, un vulcano ad eruttare, un frutto maturo a cadere…

           Questa forza è impersonale e universale insieme. E’ invisibile, sfugge ai nostri sensi. Oltre il tempo e lo spazio. Un mare di coscienza che tutto avvolge e penetra. Dentro e fuori. Ha svariati nomi: campo quantico, coscienza cosmica, vita, dio, divino, spazio akashico, bhraman, esistenza, e via così…  (perdonatemi se ne ho dimenticato qualcuno).

Io lo chiamo Amore.

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Mollare la presa, l’arte dell’addio, e altre cose “scomode”….

Inizio citando Viktor Emil Frankl: ” Se non siamo più in grado di cambiare una situazione dolorosa, è il segno che abbiamo l’opportunità di cambiare noi stessi”.

A ben pensarci questo è il motore propulsivo di ogni crescita evolutiva: l’abbandono di qualsiasi certezza, la rinuncia all’illusione del controllo, mollare la presa sulla propria zona di comfort.

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Un unico ostacolo alla tua felicità.

È molto semplice.

Il primo e unico ostacolo che hai alla gioia, all’amore e alla felicità, qual’è?

Cosa accomuna tutte le sofferenze più lancinanti che un essere umano può provare?

La perdita di un figlio, di un genitore, la morte in generale, il distacco, la partenza, la fine di un amore, di un matrimonio, perdere qualcosa definitivamente.

La radice di tutti i dolori del mondo è una sola e si chiama SEPARAZIONE.

Anche il neonato, nascendo, sperimenta la separazione dalla madre, dal senso di Uno, e ci metterà una vita a guarirlo…. se va bene.

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L’ego non è un nemico, ma un “sacrificio” volontario dell’essere.

Stamattina ho ricevuto in posta questo video del Maestro Advaita Vedanta, Rupert Spira, che seguo e amo da anni.

L’ho trovato illuminante!!!

Negli ambienti olistici e di crescita ed evoluzione del potere spirituale si ingaggia spesso una battaglia all’ego, lo si vuole distruggere, combattere, spezzare, dissolvere… sciogliere nell’acido… etc…

Siamo davvero così sicuri che l’ego sia un errore? Rupert chiede alla sua interlocutrice proprio questo: “non sei troppo severa con lui?”

È chiaro che negli aspetti egoici più estremi e disfunzionali, l’ego è una struttura psichica che può originare tanta inutile sofferenza e disagio, per sè e per gli altri.

Ma qual’e la sua funzione più squisitamente Spirituale? La natura ( o Dio, o la Vita, o l’Esistenza, o l’Assoluto), non fa le cose a caso…

La riflessione a cui ci invita Rupert è molto semplice, innocente direi, e in qualche modo mi scalda il cuore.

L’ego è il sacrificio volontario dell’Essere Eterno e Non Separato, che per manifestare sè stesso nell’universo tangibile, deve dimenticare in parte chi è, e vestirsi di un senso di separazione (io e mio).

Sapere che l’Ego è una temporanea limitazione della mia vera natura, che ho coscientemente e volontariamente assunto al fine di portare il mondo in illusoria esistenza, e che sono libera, in qualsiasi istante di compiere passi a ritroso dall’Ego alla mia autentica natura infinita…. beh…. mi fa sentire molto molto molto bene. E non ho più voglia di distruggerlo, ma di conoscerlo e celebrare la sua funzione esistenziale.

Una domanda poi è sorta: “perché tutto questo?”

E mentre cercavo la risposta…. mi sono chiesta: “chi lo vuol sapere???”. Ho riso da sola, e mi sono versata una tazza di caffè caldo.☕️

Buona giornata.