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Non mi innamoro più

In-Amore.

Entrare dentro l’Amore o, come nella lingua anglosassone, “cadere in Amore”, da falling in love, cadere, farsi male, ferirsi e doversi rialzare… ecco l’intero copione.

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Come si fa?… Oddio non me lo ricordo più.

Forse, forse…. investi tutta la tua attenzione in una persona? Dai il tuo tempo e la tua energia esclusivamente a lei/lui? O prima di tutto a lei/lui?

O forse, improvvisamente lui/lei prende la priorità… “tutto il resto viene dopo”… ? ma come dopo? dopo quando? qui tutto accade simultaneamente.

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Rebirthing for Be Human: evoluzione e connessione

 

“Conosci te stesso e riconosci il tuo diritto alla felicità: riconoscere, integrare e lasciar andare”.

Rebirthing: il respiro che scioglie, purifica e nutre.

“Ciò che di più intimo hai è il tuo respiro, lui è con te da sempre e per sempre, conosce tutto, anche ciò che tu non ricordi, il più fedele indicatore di come stai veramente, il più potente strumento di liberazione, la porta alla gioia essenziale: respira, sei vivo!”

Ciclo di 8 incontri a cadenza mensile da ottobre a maggio, il venerdì sera dalle 20.30 alle 22.30/23.00

Calendario:
19 ottobre,
23 novembre,
14 dicembre,
18 gennaio,
22 febbraio,
22 marzo,
12 aprile,
17 maggio.

 

(tematiche proposte: bambino interiore, giudice interiore, patti di lealtà, giochi di ruoli nelle relazioni, le ferite emozionali, credenze limitanti, queste tematiche possono subire variazioni per meglio corrispondere alle esigenze del gruppo).

Il percorso include 1 file multimediale con una meditazione a tema, da eseguire tra un incontro e l’altro.

Iris Gioia A. Le Piane – Deva Rajani – è Counselor Olistico Transpersonale e Operatore
Olistico Professional Disciplinata ai sensi della legge 4/2013 e iscritta a SIAF italia codici LO-2215OP e LO697-CO.

Contatti 3292292273 – irisjoy1972@gmail.com – irisgioia1972 (SKYPE)

 

Abitudine: un abito che non riesci più a togliere.

 

                Ti è capitato di vivere un’abitudine particolarmente difficile da abbandonare? A livello neuro scientifico stiamo parlando di un automatismo, un circuito neuro chimico che non necessita del nostro discernimento del momento, per gestire un’azione o comportamento con successo, vediamo alcuni esempi:

  • dai più innocui e utili: respirare, guidare, comporre un numero di telefono, andare in bicicletta, banalmente camminare….
  • a quelli un po’ più subdoli e nascosti, l’abitudine a scusarsi, a spiegare, ad interrompere, a programmare cosa dire mentre l’altro ancora ci sta parlando,
  • alle vere e proprie dipendenze: fumo, alcool, cibo, sesso, interazioni sui social.

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Abituarsi alla stessa realtà

Neurochimicamente succede questo: il comportamento si è ripetuto nel tempo, attivando nel cervello intere porzioni di reti sinaptiche, totalmente dedicate a quel comportamento o ambiente, e ogni volta che la ripetiamo, questa rete neurale diviene sempre più forte ed automatica. Nel caso delle dipendenze o abitudini consolidate il problema è  la sensazione che scaturisce da il gesto, il comportamento, la persona o gruppo. Quando diventa sensazione, la “palla” passa al corpo che letteralmente si nutre di sostanze endogene, (cioè prodotte dal corpo stesso), neurotrasmettitori molto potenti: per dirne alcune adrenalina o noradrenalina come eccitanti e stimolanti, serotonina , dopamina, endorfine e ossitocina: il quartetto magico della felicità, come sedativi, oppiacei ed euforizzanti.

In pratica dentro di te c’è un pusher ben fornito. (^___^)

Partiamo dall’Etimologia, perchè è curioso:

Abitare, abito (vestito),  ed abitudine, hanno radici etimologiche molto simili, e rispettivamente: habere=avere, habitu(m)=caratteristica esteriore, habitus=modo di essere.

Ovvero la triste storia di come CIO CHE HAI, finisce per diventare CIO’ CHE SEI, attraverso il tunnel di CIO’ CHE MOSTRI FUORI, e del plauso che ne ricevi, e senza di questo “CIO'” tu non sai più chi sei, ti sembra di non esistere, pertanto sei letteralmente Abitato (posseduto) da qualcosa che ti si incolla addosso, come un Abito stretto, e si compie come Abitudine.

E addio alla spontaneità.

Ora io lo trovo un po’ drammatico e credo valga la pena di stimolare una riflessione a riguardo. Stiamo parlando di dipendenza. Di coazione a ripetere. Di schemi ciclici di comportamento. Di impossibilità di cambiare ed evolvere.

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La prigione è dentro

E ora le buone notizie:

l’Abitudine che ti Abita e che indossi come un Abito stretto… si può scardinare, ti giuro che si può, tuttavia il percorso è individuale, dipende dalla tua storia, o meglio dalla storia che credi essere tua.

Intanto comincia a prestare attenzione a ciò che scegli veramente.

Buon cammino.

Iris Gioia Deva Rajani

 

 

 

 

 

 

 

Impossibile sentirsi soli.

           Ogni secondo perdiamo 10.000.000 di cellule, e altre 10.000.000 ne nascono, il nostro cuore pulsa più di 8 litri di sangue al minuto, pulsa attraverso 100.000 km di vasi sanguigni, in una cellula del nostro corpo accadono 100.000 reazioni chimiche al secondo, se moltiplichi questo per i 73 trilioni di cellule che compongono i nostri tessuti..(cfr. Joe Dispenza).

E’ un bel po’ di lavoro, no? chi lo fa?… Tieni traccia e controlli tutto questo?

Se lo fai, chiamami che ti voglio stringere la mano!!!

              C’è una forza enorme, un’intelligenza capace di dispensare nuova vita secondo dopo secondo, ed è la stessa che cambia il profilo ad un campo di girasoli al tramonto, fa girare i pianeti intorno al sole, crea supernove continuamente nell’universo, forza una rosa a sbocciare, un vulcano ad eruttare, un frutto maturo a cadere…

           Questa forza è impersonale e universale insieme. E’ invisibile, sfugge ai nostri sensi. Oltre il tempo e lo spazio. Un mare di coscienza che tutto avvolge e penetra. Dentro e fuori. Ha svariati nomi: campo quantico, coscienza cosmica, vita, dio, divino, spazio akashico, bhraman, esistenza, e via così…  (perdonatemi se ne ho dimenticato qualcuno).

Io lo chiamo Amore.

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Counseling: riconoscere il proprio diritto alla vulnerabilità.

 

abbraccio

 

Stamattina parlando con una persona al bar, alla domanda “Cosa fai ora?”, la mia risposta non ha trovato corrispondenza in termini di riconoscimento e comprensione. Oggi in Italia, ancora in pochi sanno cosa sia il Counseling.

Il Counseling è un’attività professionale che si basa sulla relazione di aiuto.

“Già a partire dagli anni ’90 infatti, in assenza di una normativa specifica che regolamentasse la professione del counselor, sono sorte diverse associazioni professionali di natura privatistica, che, nell’alveo di un più generale processo di riforma delle professioni avviato a livello europeo, hanno definito la professione del counselor, i criteri formativi necessari per acquisire le competenze di counseling, un registro o albo degli iscritti, un codice di etica e deontologia professionale, programmi di aggiornamento professionale.” (http://www.creaitalia.it/il-counseling-in-italia-oggi/).

Per esperienza personale posso dire che oltre che una risorsa professionale, il counseling sia anche un modo di essere, un nuovo approccio alla vita ed ai suoi continui mutamenti. Per un professionista della professione di aiuto è fondamentale applicare, nel vivere, innanzitutto su di sè, principi come empatia, ascolto attivo, resilienza e presenza consapevole.

Il counseling è prima di tutto un’interazione, non tra un terapeuta ed un paziente, ma tra un counselor ed un cliente; siamo nella sfera del caring (to care: prendersi cura, sostenere, avere a cuore) e non del curing (to cure: somministrare una cura, ripristinare la salute mentale risolvendo una patologia).

Nel Counseling la persona non è malata, ma viene riconosciuto e auto riconosciuto il suo diritto alla vulnerabilità, durante momenti di transizione e di cambiamento profondo, o passaggi esistenziali importanti: un divorzio, un cambio di lavoro, un trasferimento in un’altra città, ritrovarsi con figli adolescenti… questi sono alcuni esempi di situazioni per i quali un utenza sempre maggiore cerca autonomamente aiuto presso un Counselor.

 

L’OVOIDE DI ASSAGGIOLI: LA NOSTRA PSICHE.

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1. Inconscio profondo, il passato, dove sono i ricordi rimossi
2. Inconscio medio o subconscio, facilmente accessibile
3. Inconscio superiore o superconscio: intuizioni, premonizioni
4. Conscio: Campo della coscienza attiva e pensante
5. Io o Sé Centrale: non sempre è unificato e centrato
6. Il pallino luminoso: Sé transpersonale, a cui tutti dovrebbero tendere
7. Inconscio collettivo, comune al genere umano.

 

Nel Counseling Transpersonale, come mostrato sopra, nel diagramma del Dr. Assagioli, si tende all’incontro con la propria natura essenziale, spirituale, in territori archetipici dell’inconscio collettivo, e stati non ordinari di coscienza ad incontrare il proprio Sè Transpersonale: la propria natura intima più profonda, autentica e spirituale. Lavori con la danza, il canto, il breatwork, la meditazione, le visualizzazioni rientrano in questo campo di applicazione.

Il tutto con l’obbiettivo di trasformare la difficoltà in crescita, potenziale e risorse, cogliendone il messaggio e riscoprendo una parte del proprio sè autentico ed essenziale.

Il diritto all’amore, all’accoglienza incondizionata e alla gioia è nostro per diritto di nascita, ma dobbiamo prima di ogni cosa riconoscere la nostra umana vulnerabilità, solo allora potremmo salire ed incontrare la nostra divina natura spirituale.

Buon Cammino.

Iris Gioia ‘Deva Rajani’ Antonella Le Piane.

(Operatore Olistico  -Registro SIAF LO-2215 OP- Counselor)

 

 

 

Fare pace col tempo: l’Adesso.

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L’Adesso è fuggente, non appena ne parliamo già non è più, inafferrabile, impossibile da trattenere o da conservare, eppure è l’unica cosa che abbiamo.

Potremmo pensare che una giornata è composta da un susseguirsi di Adesso. Ma ad uno sguardo più attento questo momento è l’unico momento che abbiamo. Non ve ne sono altri. Temo pertanto che l’adesso oggetto di anticipazione o di memoria sia solo un’astrazione della mente. Adesso non è dopo e non è prima.

L’Adesso è sempre. E’ SEMPRE ADESSO.

Quando ci sentiamo a disagio, inevitabilmente stiamo “litigando” con l’Adesso, di base non lo stiamo accettando e siamo riluttanti ad accoglierlo per quello che è. Investiamo in qualcosa che non esiste (il futuro), al fine di cambiare il presente, conformandone il contenuto alle nostre aspirazioni e prendiamo a considerarlo un nemico. Ugualmente tanto più restiamo ancorati al contenuto di un adesso che non è più, tanto più l’unico vero Adesso che abbiamo ci risulterà avverso e non lo accetteremo.

Ed eccoci schiavi del Tempo. Ed eccoci intrappolati nella mente. Ed eccoci assenti al presente.

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Un unico ostacolo alla tua felicità.

È molto semplice.

Il primo e unico ostacolo che hai alla gioia, all’amore e alla felicità, qual’è?

Cosa accomuna tutte le sofferenze più lancinanti che un essere umano può provare?

La perdita di un figlio, di un genitore, la morte in generale, il distacco, la partenza, la fine di un amore, di un matrimonio, perdere qualcosa definitivamente.

La radice di tutti i dolori del mondo è una sola e si chiama SEPARAZIONE.

Anche il neonato, nascendo, sperimenta la separazione dalla madre, dal senso di Uno, e ci metterà una vita a guarirlo…. se va bene.

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