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La crisi nelle relazioni: si può sciogliere?

La mia risposta è Sì.

Oggi parliamo di relazioni.

Relazioni romantiche, amicali, proiettate, compensative, tossiche etc..etc…

Non è mia intenzione trattarle una per una ora, ma di recente ho scoperto il filo che tiene unite tutte le “perle”

Ogni relazione, di qualsiasi tipo, se si scende veramente verso l’intimità, quella essenziale, dove incontriamo invariabilmente l’innocenza e la morbidezza, ogni relazione causa un duplice effetto: attiva il corpo di dolore e nutre i nostri schemi egoici.

Cosa vuol dire esattamente tutto ciò?

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L’Ego spirituale, oggi.

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Argomento scomodo, lo so.

Sono circa 20 anni che vivo, studio e lavoro nel mondo della crescita personale e dell’evoluzione spirituale e la quantità di manipolazione, strategie e subdolo controllo che ho trovato in quest’ambito non l’ho riscontrata in nessun’altro ambiente.

Oggi maestri, guru, specialisti, istruttori dell’anima e via dicendo spopolano e infestano il web come mai prima, io stessa ne sono un esempio, ma siamo sicuri che chi abbiamo di fronte abbia autenticamente, con cuore e anima, lavorato su ciò che ci sta proponendo o che pretende di mostrarmi?

Alla stessa stregua di una guida alpina, anche nel percorso di evoluzione spirituale, non puoi condurre qualcuno dove tu stesso non sei stato.

Ci sono 10 indicatori che, nella mia esperienza personale, ho potuto osservare. Indicatori di un autentico “maestro” e indicatori di un ego gonfiato dalle nozioni e tecniche di crescita e miglioramento.

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Quando dimentichi te stesso e ti sciogli nell’altro.

Vorrei partire dalla premessa che non è sbagliato essere ipersensibili, super empatici, emotivamente generosi e ultra disponibili.

Se……

Lo sei prima con te stesso.

Chieditelo, fatti un auto test…. “da 0 a 10 quanto sono sensibile ai miei bisogni? quanto sono empatico verso il mio sentire? Quanto tempo ed occasioni di benessere mi dedico?”

Il modo migliore per amare l’altro ed esserci per lui/lei, è, prima di ogni cosa, esserci per sè, nella propria vita, nella propria pelle, nella propria esperienza.

Quando trascuriamo di fare esperienza autentica di noi stessi creiamo inevitabilmente un vuoto. Un buco interiore. Per esperienza autentica intendo conoscere la propria luce quanto la propria ombra, la propria forza quanto la propria vulnerabilità. Per fare esperienza totale e autentica di noi stessi, è necessaria la rinuncia.

A cosa?

All’immagine che abbiamo e che vogliamo presentare di noi.

Questa immagine è il buco camuffato che devia e rimbalza l’autentica esperienza di sè.

Senza questa autenticità non ci sono reali connessioni, ma solo giochi politici. “Tu mi servi perché in qualche modo alimenti e ingrassi l’immagine che ho e che presento di me. Io faccio lo stesso per te.” Questo non è amore, è trading.

Allora accade che, quando per qualche motivo, (e ve ne sono diversi e frequenti), non riusciamo a reggere il teatrino dell’immagine, veniamo meno al contratto e l’altro ci ferisce, o ci scarta, o perde interesse e presenza. Come accade nelle relazioni tossiche tenute insieme per approvvigionamento narcisistico.

Il narcisista è un buco nero che brama e ruba letteralmente l’energia all’altro, per suo proprio nutrimento, “suo” dell’immagine, dell’ego,

Io credo che finché non ci guardiamo veramente dentro, non guardiamo il vuoto, la ferita, le paure e il senso di inadeguatezza, (e ognuno c’ha le sue….. ) finché non prendiamo questa decisione e non la perseguiamo con disciplina e rispetto e amore per se stessi, allora siamo tutti un po’ narcisisti, e proiettando sull’altro la soddisfazione dei nostri vuoti, alimentiamo quel buco camuffato che si chiama ego.

Io personalmente, peferisco amare ed essere amata autenticamente, piuttosto che fare bella figura.

Iris Gioia Deva Rajani

8 qualità del Counseling : per capire cos’è e a chi si rivolge.

Capita a tutti di tanto in tanto di avere bisogno di aiuto, è legittimo poterlo chiedere ed è auspicabile avere la possibilità di riceverlo in uno spazio protetto e sicuro dove la persona viene sostenuta nella ricerca delle sue proprie risorse, riconoscendo e riscrivendo le proprie convinzioni, spesso limitanti,  per superare il momento critico.

counseling

Nella vita di tutti i giorni non abbiamo la possibilità di fare questo, e scaricare frustrazioni e insoddisfazioni nelle relazioni, in famiglia o sul lavoro non è una scelta fortunata, non migliora le cose e non corrisponde ad una vera presa di responsabilità.

Prendersi responsabilità per sé stessi e per la propria crescita è un atto d’amore verso la propria persona e verso coloro che ci stanno accanto, per questo è bene cercare uno spazio apposito ed intraprendere una relazione d’aiuto con un professionista preparato, che ha lavorato sulla sua propria crescita evolutiva.

Ecco alcune caratteristiche che in base alla mia esperienza ho riscontrato appartenere al Counseling e che possono orientare e chiarire questa professione e il contributo che potrebbe dare alla tua crescita personale ed evolutiva:

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Antidoto al critico: connettiti al cuore.

“Non sei capace”. “Non hai nulla di importante da dire”. “Non ce la farai mai”. “Non fa per te” “Meglio stare tranquilli e tenere un profilo basso”. “Non dare fastidio”. “Chi  te lo fa fare, tanto non cambia nulla”. “Hai un’aspetto orribile”. “Stai invecchiando”. 
E potrei continuare all’infinito…..

Questo è il critico interiore, ogni essere umano ne ha uno in dotazione. Più o meno abile e preparato.

La sua sede è sempre nella testa. 

Ti fa sentire separato dagli altri, è critico verso gli altri in modo da poter innalzare se stesso, vuole mantenere le cose come sono, non ti permette di correre dei rischi, di espanderti o di manifestarti con autenticità. Ti rende incerto…. ed è sabotante.

C’è un luogo dove non ha accesso: il cuore.

Da dove viene? Chi o cosa ha creato questa struttura? Come riconoscerlo ed interagire con lui?

Di questo ed altro parleremo nel Gruppo d’incontro di Mercoledi 11 Ottobre.

Ti aspetto.

Iris Gioia Deva Rajani

Sessione di Respiro Consapevole e Meditazione Dinamica

Il respiro è il rilevatore più attendibile che esista sul nostro stato psico emotivo.

Se provi a contattare il tuo respiro proprio adesso, noterai che è chiuso, o superficiale, o che i polmoni non si espandono con facilità. Se ti prendi il tempo per compiere qualche respiro profondo, usando la parte bassa dei polmoni, interessando anche il muscolo diaframmatico, noterai subito uno stato di più calma, di “rallentamento”, di presenza.

Il nostro stile di vita, veloce, caotico e iper performante ci obbliga a trattenere tensioni e questo inevitabilmente accorcia e chiude il respiro nella parte alta dei polmoni. Riducendo il nostro respiro ad un livello ben al di sotto della reale capienza dell’ apparato respiratorio.

Impareremo a respirare con facilità nella pancia.

Il respiro circolare, connesso e consapevole permette di espellere tutto ciò che porta il nostro corpo fuori da uno stato di armonia, e ci da un surplus di ossigeno, quindi di nutrimento al cervello, consente una maggiore integrazione emisferica e ci dona nuova, fresca e pulita vitalità, libera da vecchie memorie

Il respiro è un Maestro. Ed è molto nutriente da un punto di vista energetico.

Durante l’incontro ci aiuteremo con alcune meditazioni dinamiche che possano favorire e sostenere nella pratica del respiro.

Quando dimentichi di essere infinito.

Lo spazio non può essere perturbato.

L’oggetto nello spazio, sì.

Quando mi offendo, quando nasce il risentimento, la paura di perdere, il bisogno di vincere un confronto, l’invidia, l’avversione o l’attaccamento…… mi fermo qualche istante, il tempo di qualche respiro, l’aria entra nel corpo, l’aria esce dal corpo…. respiro… profondo e totale….e pongo una domanda interiore, sto ferma, attendo quindi nel silenzio che la vita mi riveli il suo insegnamento. Non cerco una risposta, in quel momento, non è lo spazio, ma l’oggetto che brama una risposta. 

Lo spazio attende il sussurro della Vita Maestra.

Perché la vita è maestra, lei sola.

E la domanda è: quale oggetto credo di essere?

Se sono perturbato, ho dimenticato di essere lo spazio ed ho iniziato a credere di essere l’oggetto.

Non potrebbe essere più semplice e spietato di così.

La cosa meravigliosa è che la vita mi ama, e vuole che imparo, e vuole che vivo la mia Veritá, e troverà tutte le forme, i luoghi e le persone necessarie a ciò, se resisto, mi faccio male. Se vivo il cambiamento, imparo.

Aho. Ashè. Namastè.