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Sessione di Respiro Consapevole e Meditazione Dinamica

Il respiro è il rilevatore più attendibile che esista sul nostro stato psico emotivo.

Se provi a contattare il tuo respiro proprio adesso, noterai che è chiuso, o superficiale, o che i polmoni non si espandono con facilità. Se ti prendi il tempo per compiere qualche respiro profondo, usando la parte bassa dei polmoni, interessando anche il muscolo diaframmatico, noterai subito uno stato di più calma, di “rallentamento”, di presenza.

Il nostro stile di vita, veloce, caotico e iper performante ci obbliga a trattenere tensioni e questo inevitabilmente accorcia e chiude il respiro nella parte alta dei polmoni. Riducendo il nostro respiro ad un livello ben al di sotto della reale capienza dell’ apparato respiratorio.

Impareremo a respirare con facilità nella pancia.

Il respiro circolare, connesso e consapevole permette di espellere tutto ciò che porta il nostro corpo fuori da uno stato di armonia, e ci da un surplus di ossigeno, quindi di nutrimento al cervello, consente una maggiore integrazione emisferica e ci dona nuova, fresca e pulita vitalità, libera da vecchie memorie

Il respiro è un Maestro. Ed è molto nutriente da un punto di vista energetico.

Durante l’incontro ci aiuteremo con alcune meditazioni dinamiche che possano favorire e sostenere nella pratica del respiro.

Quando dimentichi di essere infinito.

Lo spazio non può essere perturbato.

L’oggetto nello spazio, sì.

Quando mi offendo, quando nasce il risentimento, la paura di perdere, il bisogno di vincere un confronto, l’invidia, l’avversione o l’attaccamento…… mi fermo qualche istante, il tempo di qualche respiro, l’aria entra nel corpo, l’aria esce dal corpo…. respiro… profondo e totale….e pongo una domanda interiore, sto ferma, attendo quindi nel silenzio che la vita mi riveli il suo insegnamento. Non cerco una risposta, in quel momento, non è lo spazio, ma l’oggetto che brama una risposta. 

Lo spazio attende il sussurro della Vita Maestra.

Perché la vita è maestra, lei sola.

E la domanda è: quale oggetto credo di essere?

Se sono perturbato, ho dimenticato di essere lo spazio ed ho iniziato a credere di essere l’oggetto.

Non potrebbe essere più semplice e spietato di così.

La cosa meravigliosa è che la vita mi ama, e vuole che imparo, e vuole che vivo la mia Veritá, e troverà tutte le forme, i luoghi e le persone necessarie a ciò, se resisto, mi faccio male. Se vivo il cambiamento, imparo.

Aho. Ashè. Namastè. 

Donna, risèrvati dei rituali.

Aumento dell’infertilità femminile, disturbi del ciclo mestruale, disequilibri, disarmonie, malattie…. oggi tanto ci dice che la donna è in sofferenza e con lei, Madre Terra.

Donna, sei tu, la prima a doverti risvegliare. Risvegliati al tuo essere donna. E così guarirai l’uomo e tutti i bambini.

Condivido con rispetto e umiltà queste parole di Clarissa Pinkola Estès, con una dedica ad ognuna delle donne, madri, figlie, sorelle, mogli e compagne, con un invito accorato: Donna, riservati tempo, gesti e amore per te sola, dedica un momento ogni giorno per ricordare chi sei, un rituale, una preghiera, una promessa alla Dea Madre, per non dimenticare che incarniamo il dono della vita, della pazienza, della compassione e dell’Amore Incondizionato.

“La donna sana assomiglia molto a un lupo: robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale, errante.

Con la Donna Selvaggia come alleata, guida, modello, maestra noi vediamo con gli occhi dell’intuito, porta tutto ciò che una donna ha bisogno per essere e sapere. Porta il medicamento per tutto, porta storie e sogni, parole, canzoni, segni e simboli. E’ nel contempo veicolo e destinazione.

Riunirsi alla natura istintuale non significa disfarsi, cambiare tutto da sinistra a destra, dal nero al bianco, spostarsi da est a ovest, comportarsi da folli o senza contollo. Non significa perdere le proprie socializzazioni primarie, o diventere meno umane,significa pittosto il contrario. La natura selvaggia possiede una ricca integrità.

Significa fissare il territorio, trovare il proprio branco, stare con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo indipendentemente dai suoi doni e dai suoi limiti, parlare e agire per prorio conto, in prima persona, essere consapevoli, vigili, riprendere i propri cicli, scoprire a cosa si appartiene, levarsi con dignità, conservare tutta la consapevolezza possibile.

La Donna Selvaggia in quanto archetipo, e tutto quanto sta dietro lei, è la patrona di tutti i pittori, gli scrittori, gli scultori, i ballerini, i pensatori, di coloro che compongono preghiere, che ricercano, che trovano, perchè tutti loro sono impegnati nell’opera di invenzione, ed è questa la princilpale occupazione della Donna Selvaggia. Come in tutte le arti sta nelle viscere e non nella testa.
Dov’è presente? Percorre i deserti, i boschi, gli oceani, le città, vive tra le regine, in sala di consiglio, in fabbrica, in prigione sulla montagna della solitudine. Vive nel ghetto, all’università e nelle strade. Lascia per noi delle impronte ovunque ci sia una donna che è terreno fertile.

Per trovare dunque la Donna Selvaggia lasciamo cadere i falsi manti che ci hanno dato. Indossiamo il manto autentico dell’istintinto possente della conoscenza. Infiltriamoci nei territori pschici che un tempo ci appartenevano. Sciogliamo le bende, torniamo a essere ora, le donne selvagge che ululano, ridono, cantano Colei che ci ama tanto.

Senza di noi la Donna Selvaggia muore. Senza la Donna Selvaggia, siamo noi a morire. “Para Vida” tutte dobbiamo vivere.” – Clarissa Pinkola Estés

Sono forse impazzito?????

Ma vi siete mai chiesti quanto coraggio (o follia) ci vuole per vivere alla maniera in cui viviamo oggi in Occidente?

Come scoiattoli dentro la ruota, stretti tra adempimenti, orari, tasse e relazioni chiuse in spazi stretti e abbozzatcamicia-di-forzai, con vagonate di input sensoriali per i quali non abbiamo tempo di dare un’interpretazione, una lettura, un senso.

E intanto la vita ci guarda sorniona, mentre tutti sfrecciano a destra e sinistra e non ci possiamo permettere di fermarci ad annusare un fiore (sennò ci superano), salvo forse farne una foto per istagram, così ci vedono, così qualcuno ci può confermare che esistiamo.

La coscienza collettiva spinge per evolversi, spinge per la verità e la Terra è sua alleata. Chi più chi meno siamo tutti in crisi.

Ma stiamo impazzendo o emergendo spiritualmente????

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L’Amore mi ha vissuta… e continua.

Era il 21 luglio 2015, e in una spiaggia sassosa sulla costa veronese del Lago di Garda, il sole mi baciava la pelle.

Da lì, da quel momento ordinario, sgorgarono  parole da ogni parte del mio corpo.

Ogni mia cellula ha voluto scriverle.

Allora scrissi: “Ho capito cos’è l’Amore”, oggi dico “L’amore mi ha vissuta”.

E sono felice di scoprire che Amore e Veritá sono la medesima energia, e grata del dono di scoprirli ogni giorno.

Grata di essere scelta e di ricevere.

Grata a Iris, per aver riconosciuto Iris, Ma Deva Rajani.

Ed ecco….


Vedersi e ri-conoscersi ad ogni istante.

Riconoscersi nei continui movimenti tuoi, dell’altro e dell’esistenza.

Abbracciare le paure. Ascoltarle quando sorgono e prendertene cura.

Coltivare la pazienza, nell’atto di testimoniare la vita che scorre attraverso entrambi.

Onorare l’energia vitale.

Rendere il sesso una sacra esperienza.

Essere, nel l’autenticità di un “mi dispiace”, “ho paura”, “sei importante”.

Abbracciarsi non meno di 12 volte al giorno.

Nutrire l’altro, lasciarsi nutrire.

Sentirsi degni di cura e di attenzioni.

Onorare le tue connessioni col mondo, e le sue.

Celebrare i vicendevoli talenti.

Fare il tifo per i propri sogni e per i suoi.

Prendersi per mano dolcemente dire: “hey, Amore, guarda…. È questo il presente, Stiamo qui, con quello che c’è.”

E poi danzare, danzare insieme.

E condividere il silenzio.

Ritrovarsi nel centro esatto della consapevolezza, dove Siamo Uno.

Accompagnarsi nel distacco, nella separazione.

Concedersi spaziosità, concederla all’altro.

Fidarsi, affidarsi.

Dire si, quando è si. No quando è no…. E….Sentirlo profondamente.

E poi l’ascolto profondo.

E testimoniare l’amore….. Con immensa gratitudine. Ed offrirla ai piedi dell’altro.

Nell’amore c’è la più grande occasione di crescita, guarigione e trasformazione.

Tutto è Amore.

Ma Deva Rajani Iris Gioia

Il Potere della Seduzione

Sono affascinata dal modo in cui Chen Lizra espone un innovativo quanto primordiale concetto di seduzione  in questo video TED dal titolo The Power of Seduction in our everyday life .

Chen è adorabile nella suo Talk, impossibile dirle “no”, è persuasiva, accattivante, estremamente integra e dignitosa nella sua danza seduttiva fatta di sguardi, gesti, voce e un’ incontestabile presenza di contenuti che denunciano un’intelligenza sottile ed inarrestabile.

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Ma vediamo in dettaglio i punti chiave di questo Ted Video.

Innanzi tutto scardiniamo dalla parola seduzione tutte le associazioni che vedono quest’arte come manipolatoria e di dubbia integrità per la donna.

La donna che non si permette di essere seducente è già disintegrata in quanto Donna.

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L’attenzione è Amore in Azione

 

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Meravigliosa testimonianza nell’intervista a  Florian Schlosser.

Ho avuto i brividi per tutti i 16 minuti.

Comprendo che il risveglio è solo l’inizio dell’avventura.

Comprendo che oggi la coscienza collettiva ha bisogno di un’energia Yin, che chiama l’energia dolce e compassionevole di una Madre che si prende cura del figlio, si passa dalla rigidità alla morbidezza, si passa dal resistere e voler cambiare ciò che respingiamo, ad accoglierlo, abbracciarlo, dargli riconoscimento per integrarlo.

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