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Mollare la presa, l’arte dell’addio, e altre cose “scomode”….

Inizio citando Viktor Emil Frankl: ” Se non siamo più in grado di cambiare una situazione dolorosa, è il segno che abbiamo l’opportunità di cambiare noi stessi”.

A ben pensarci questo è il motore propulsivo di ogni crescita evolutiva: l’abbandono di qualsiasi certezza, la rinuncia all’illusione del controllo, mollare la presa sulla propria zona di confort.

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Un unico ostacolo alla tua felicità.

È molto semplice.

Il primo e unico ostacolo che hai alla gioia, all’amore e alla felicità, qual’è?

Cosa accomuna tutte le sofferenze più lancinanti che un essere umano può provare?

La perdita di un figlio, di un genitore, la morte in generale, il distacco, la partenza, la fine di un amore, di un matrimonio, perdere qualcosa definitivamente.

La radice di tutti i dolori del mondo è una sola e si chiama SEPARAZIONE.

Anche il neonato, nascendo, sperimenta la separazione dalla madre, dal senso di Uno, e ci metterà una vita a guarirlo…. se va bene.

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La crisi nelle relazioni: si può sciogliere?

La mia risposta è Sì.

Oggi parliamo di relazioni.

Relazioni romantiche, amicali, proiettate, compensative, tossiche etc..etc…

Non è mia intenzione trattarle una per una ora, ma di recente ho scoperto il filo che tiene unite tutte le “perle”

Ogni relazione, di qualsiasi tipo, se si scende veramente verso l’intimità, quella essenziale, dove incontriamo invariabilmente l’innocenza e la morbidezza, ogni relazione causa un duplice effetto: attiva il corpo di dolore e nutre i nostri schemi egoici.

Cosa vuol dire esattamente tutto ciò?

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L’ego non è un nemico, ma un “sacrificio” volontario dell’essere.

Stamattina ho ricevuto in posta questo video del Maestro Advaita Vedanta, Rupert Spira, che seguo e amo da anni.

L’ho trovato illuminante!!!

Negli ambienti olistici e di crescita ed evoluzione del potere spirituale si ingaggia spesso una battaglia all’ego, lo si vuole distruggere, combattere, spezzare, dissolvere… sciogliere nell’acido… etc…

Siamo davvero così sicuri che l’ego sia un errore? Rupert chiede alla sua interlocutrice proprio questo: “non sei troppo severa con lui?”

È chiaro che negli aspetti egoici più estremi e disfunzionali, l’ego è una struttura psichica che può originare tanta inutile sofferenza e disagio, per sè e per gli altri.

Ma qual’e la sua funzione più squisitamente Spirituale? La natura ( o Dio, o la Vita, o l’Esistenza, o l’Assoluto), non fa le cose a caso…

La riflessione a cui ci invita Rupert è molto semplice, innocente direi, e in qualche modo mi scalda il cuore.

L’ego è il sacrificio volontario dell’Essere Eterno e Non Separato, che per manifestare sè stesso nell’universo tangibile, deve dimenticare in parte chi è, e vestirsi di un senso di separazione (io e mio).

Sapere che l’Ego è una temporanea limitazione della mia vera natura, che ho coscientemente e volontariamente assunto al fine di portare il mondo in illusoria esistenza, e che sono libera, in qualsiasi istante di compiere passi a ritroso dall’Ego alla mia autentica natura infinita…. beh…. mi fa sentire molto molto molto bene. E non ho più voglia di distruggerlo, ma di conoscerlo e celebrare la sua funzione esistenziale.

Una domanda poi è sorta: “perché tutto questo?”

E mentre cercavo la risposta…. mi sono chiesta: “chi lo vuol sapere???”. Ho riso da sola, e mi sono versata una tazza di caffè caldo.☕️

Buona giornata.

Quello che la vita ti offre è conforme alla tua emanazione.

Non abbiamo controllo dei nostri pensieri e sentimenti. Tante sono le dipendenze emozionali e i sequestri emotivi e analitici.
Spesso sprechiamo energie in pura perdita invece di economizzarle in vista di un lavoro importante e profondo.

Il lavoro è conoscersi e crescere in coscienza di sè, ricordarsi continuamente delle proprie priorità, e ridirigersi verso esse, ogni qualvolta è necessario.

Nel frattempo vivere, le relazioni, la musica, la natura, ma… in coscienza di sè.

Nel contempo abbracciare tutto di sè, ferite, lati ombra, paure e frustrazioni…. includere tutto e per questo disfarsi dell’immagine che vogliamo avere di noi.

Siamo quel che siamo, ad ogni istante cambiamo. E questa è l’unica cosa che non cambia.

Buongiorno!

L’Ego spirituale, oggi.

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Argomento scomodo, lo so.

Sono circa 20 anni che vivo, studio e lavoro nel mondo della crescita personale e dell’evoluzione spirituale e la quantità di manipolazione, strategie e subdolo controllo che ho trovato in quest’ambito non l’ho riscontrata in nessun’altro ambiente.

Oggi maestri, guru, specialisti, istruttori dell’anima e via dicendo spopolano e infestano il web come mai prima, io stessa ne sono un esempio, ma siamo sicuri che chi abbiamo di fronte abbia autenticamente, con cuore e anima, lavorato su ciò che ci sta proponendo o che pretende di mostrarmi?

Alla stessa stregua di una guida alpina, anche nel percorso di evoluzione spirituale, non puoi condurre qualcuno dove tu stesso non sei stato.

Ci sono 10 indicatori che, nella mia esperienza personale, ho potuto osservare. Indicatori di un autentico “maestro” e indicatori di un ego gonfiato dalle nozioni e tecniche di crescita e miglioramento.

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