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Il corpo, un portale.

Il corpo è un portale, e come ogni altra soglia è importante da dove la guardi. Il corpo si ammala, si stressa, si stanca, ingrassa, ha tempeste ormonali, ma ugualmente sente, gode, respira l’aria tersa e frizzante di un mattino di marzo, scala una montagna, fa l’amore, procrea.

Positivo e negativo sono concetti, determinati dalla posizione da cui… guardi il portale. Il corpo è la manifestazione dell’inmanifesto, è mappa, racconta la nostra storia, è testamento dei nostri dolori, campanello dall’allarme, sentinella, tempio o discarica… dipende da come lo usi.

Comunque sia merita attenzione.

Qualsiasi intervento volto al benessere, all’equilibrio psico-emozionale, al recupero delle proprie risorse, alla riscoperta di una pace e fiducia esistenziale, è fallace o non completamente efficace se trascura di occuparsi del corpo.

Il corpo rappresenta il terreno dove affondano le radici del nostro dolore. La mente, quando crea in modo ossessivo ed automatico, rappresenta l’attività di nutrire quelle radici, per far crescere la sofferenza giorno per giorno, creando una realtà esistenziale che ci limita privandoci di visione in prospettiva e attitudine fresca.

Negli anni… strati e strati di dolore emozionale, movimento interrotto, e imprinting si combinano fino a formare la nostra identità, o ciò che crediamo essere, costruendo un castello di convinzioni e credenze chiamate: Mappa della Realtà. Ovviamente, poi la realtà ci rispecchia di conseguenza.

Da un punto di vista olistico l’autoguarigione passa da lì, dal corpo.

Il corpo e il respiro sono portali al presente, al qui e ora. Ogni nostra cellula dai tessuti più solidi (le ossa), a quelli liquidi (sangue, linfa), è costituita per il 99% di acqua, ed è ormai risaputo come l’acqua conservi memoria, e venga informata dalle frequenze del pensiero.

Non sarebbe assurdo quindi ipotizzare che ciò che, ad esempio, ci ha impietrito e spezzato il cuore per un tradimento decadi fa, possa conservare tutt’oggi una traccia nel corpo, una traccia attiva, e che elaborazione ed integrazione di quel vissuto doloroso possano essere fortemente sostenuti da un lavoro sul corpo.

Meditazioni dinamiche, biodanza, yoga fluido, bioenergetica, respiro, sono tutti validissimi strumenti per sostenere un percorso di integrazione ed elaborazione di sè stessi, a tutto tondo, aprendo la porta al presente, al sentire, alla gioia e al piacere.

Naturalmente ad ognuno il suo, cioè la libera scelta e sperimentazione della tecnica che più sente in risonanza. Sempre da uno stato di presenza.

Nel movimento spontaneo e nel piacere di un sentire senza colpa, risiede tutta la vitalità che ci è stata donata, perchè sprecarla?

Gioia Iris Deva Rajani

Ikigai: l’intimo mandato dell’Anima.

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Qual’è la tua ragion d’essere?

Si sta diffondendo questa pratica di cercare e trovare il proprio IKIGAI.

L’ikigai (生き甲斐) (iki-vivere,gai-ragione) è un concetto millenario giapponese, l’equivalente di espressioni italiane come “ragione di vivere” o “ragion d’essere”. (Wikipedia)

Martin Buber scrive nel suo “Il cammino dell’uomo”:

“In ognuno c’è qualcosa di prezioso che non c’è in nessun altro. Ma ciò che è prezioso dentro di sé, l’uomo può scoprirlo solo se coglie veramente il proprio sentimento più profondo, il proprio desiderio fondamentale, ciò che muove l’aspetto più intimo del proprio essere”.

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Flusso di Energia Vitale: sbloccare, seguire e sostenersi con Mindful Yoga Prana Flow

Lo yoga che propongo è uno yoga in movimento, talvolta sembra una danza. Mindful Yoga Prana Flow riscopre il piacere di avere un corpo, rimuovendo ciò che lo irrigidisce.

Alexander Lowen, padre della bioenergetica nel suo libro “La spiritualità del corpo”, scrive: “Il piacere fisico deriva da qualsiasi attività che svolgiamo con grazia. Se concentriamo tutta l’attenzione sul conseguimento dell’obiettivo, sacrifichiamo il piacere che deriva dal muoverci verso di esso”.

Nello Yoga l’asana allineata e tenuta è l’obiettivo, ma c’è tutto un mondo che si rivela nell’entrare nell’asana, nel muoverci con l’espansione e la contrazione del respiro verso la posa. In questo viaggio, possiamo scoprire e sentire molto su noi stessi, conoscerci, accoglierci e illuminare il .corpo e la mente con la luce della nostra presenza consapevole (mindfulness).

Oggi viviamo in una struttura sociale in cui c’è un eccesso di rigidità, sotto forma di: competizione, politica del guadagno, materialismo… questo blocca l’energia vitale che ci pervade e che deve fluire, perchè questo è ciò che l’energia fa naturalmente… scorre; ma talvolta blocchi energetici che diventano corazze muscolari, o riduzioni forti del flusso respiratorio impediscono questo fluire e il trattenimento di un corpo teso… diventa disagio, dolore, contrattura e se trascurato malattia.

Gioia, Grazia e Amore sono nostre qualità essenziali, di tanto in tanto oscurate dal pensiero automatico/giudicante e da interpretazioni della realtà filtrate dalle nostre credenze e paure.

Durante la pratica di Mindful Yoga Prana Flow ci facciamo una bella doccia energetica e rimuoviamo un po’ di ciò che non siamo, per contattare la nostra LUCE.

Vi aspetto.

Iris Gioia Deva Rajani.

Mollare la presa, l’arte dell’addio, e altre cose “scomode”….

Inizio citando Viktor Emil Frankl: ” Se non siamo più in grado di cambiare una situazione dolorosa, è il segno che abbiamo l’opportunità di cambiare noi stessi”.

A ben pensarci questo è il motore propulsivo di ogni crescita evolutiva: l’abbandono di qualsiasi certezza, la rinuncia all’illusione del controllo, mollare la presa sulla propria zona di confort.

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Sei emotivamente disponibile per una relazione evolutiva? 7 punti importanti.

Se non lo sei, la relazione sarà una palestra, un campo di battaglia, una terapia del profondo, ma sia tu che il tuo partner ve la passerete male.

L’Anima Mundi (cfr. Platone) è forte, ci contiene, realizza se stessa, trova sempre il modo per realizzarsi, nonostante noi e le nostre piccole storie personali, storie dove un io separato esercita con sforzo volizioni e attaccamenti; quindi se entri in relazione per compensare, coprire o mettere a posto altre ferite, questa cosa emergerà con la spinta propulsiva proporzionata allo sforzo che fai per far finta di nulla, e il disagio sarà il segnale senziente che c’è evoluzione o ….involuzione.

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Fare pace col tempo: l’Adesso.

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L’Adesso è fuggente, non appena ne parliamo già non è più, inafferrabile, impossibile da trattenere o da conservare, eppure è l’unica cosa che abbiamo.

Potremmo pensare che una giornata è composta da un susseguirsi di Adesso. Ma ad uno sguardo più attento questo momento è l’unico momento che abbiamo. Non ve ne sono altri. Temo pertanto che l’adesso oggetto di anticipazione o di memoria sia solo un’astrazione della mente. Adesso non è dopo e non è prima.

L’Adesso è sempre. E’ SEMPRE ADESSO.

Quando ci sentiamo a disagio, inevitabilmente stiamo “litigando” con l’Adesso, di base non lo stiamo accettando e siamo riluttanti ad accoglierlo per quello che è. Investiamo in qualcosa che non esiste (il futuro), al fine di cambiare il presente, conformandone il contenuto alle nostre aspirazioni e prendiamo a considerarlo un nemico. Ugualmente tanto più restiamo ancorati al contenuto di un adesso che non è più, tanto più l’unico vero Adesso che abbiamo ci risulterà avverso e non lo accetteremo.

Ed eccoci schiavi del Tempo. Ed eccoci intrappolati nella mente. Ed eccoci assenti al presente.

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