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I benefici straordinari dello yoga mattutino

Lo yoga è un lavoro energetico, ma trasversalmente coinvolge mente, corpo e spirito.

Prendersi del tempo al mattino appena svegli è qualcosa che può sembrare sfidante e scomodo ma che è in grado di donare grande beneficio al sistema mente corpo e un buon apporto di energia pulita spendibile lungo tutta la giornata.

Al mattino la porta tra conscio e inconscio è più aperta, e lo stato naturale di consapevolezza non è così oscurato da condizionamenti, pensieri, sensazioni e percezioni come sembra esserlo durante le attività e le relazioni della giornata, ed ecco che un lavoro su di sè, con l’uso del respiro, di movimenti del corpo, di meditazione è molto più efficace nella programmazione di nuove connessioni sinaptiche e nell’assimilazione di nuova energia pulita per corpo e mente.

Ogni giovedì, dalle 7.00  alle 8.00 del mattino, sono disponibile a guidarti in questo momento tutto tuo, dove potrai tingere di colori nuovi e incondizionati la tua nuova giornata, in modo dolce e semplice, per ottenere il massimo della presenza e dello stato di gioia essenziale, e stabilire un nuovo intento per la giornata e la settimana, un intento puro che avrà tutto il potere dell’energia che creiamo mediante la pratica yogica.

Alcuni benefici attesi: calma interiore, resilienza, fiducia, autostima, energia nel corpo, pro attività, buona predisposizione al cambiamento, forza di volontà, determinazione, connessione con la propria verità, ottimismo, migliore risposta a input stressogeni.

Ti aspetto.

Iris Gioia Deva Rajani

Impossibile sentirsi soli.

           Ogni secondo perdiamo 10.000.000 di cellule, e altre 10.000.000 ne nascono, il nostro cuore pulsa più di 8 litri di sangue al minuto, pulsa attraverso 100.000 km di vasi sanguigni, in una cellula del nostro corpo accadono 100.000 reazioni chimiche al secondo, se moltiplichi questo per i 73 trilioni di cellule che compongono i nostri tessuti..(cfr. Joe Dispenza).

E’ un bel po’ di lavoro, no? chi lo fa?… Tieni traccia e controlli tutto questo?

Se lo fai, chiamami che ti voglio stringere la mano!!!

              C’è una forza enorme, un’intelligenza capace di dispensare nuova vita secondo dopo secondo, ed è la stessa che cambia il profilo ad un campo di girasoli al tramonto, fa girare i pianeti intorno al sole, crea supernove continuamente nell’universo, forza una rosa a sbocciare, un vulcano ad eruttare, un frutto maturo a cadere…

           Questa forza è impersonale e universale insieme. E’ invisibile, sfugge ai nostri sensi. Oltre il tempo e lo spazio. Un mare di coscienza che tutto avvolge e penetra. Dentro e fuori. Ha svariati nomi: campo quantico, coscienza cosmica, vita, dio, divino, spazio akashico, bhraman, esistenza, e via così…  (perdonatemi se ne ho dimenticato qualcuno).

Io lo chiamo Amore.

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Counseling: riconoscere il proprio diritto alla vulnerabilità.

 

abbraccio

 

Stamattina parlando con una persona al bar, alla domanda “Cosa fai ora?”, la mia risposta non ha trovato corrispondenza in termini di riconoscimento e comprensione. Oggi in Italia, ancora in pochi sanno cosa sia il Counseling.

Il Counseling è un’attività professionale che si basa sulla relazione di aiuto.

“Già a partire dagli anni ’90 infatti, in assenza di una normativa specifica che regolamentasse la professione del counselor, sono sorte diverse associazioni professionali di natura privatistica, che, nell’alveo di un più generale processo di riforma delle professioni avviato a livello europeo, hanno definito la professione del counselor, i criteri formativi necessari per acquisire le competenze di counseling, un registro o albo degli iscritti, un codice di etica e deontologia professionale, programmi di aggiornamento professionale.” (http://www.creaitalia.it/il-counseling-in-italia-oggi/).

Per esperienza personale posso dire che oltre che una risorsa professionale, il counseling sia anche un modo di essere, un nuovo approccio alla vita ed ai suoi continui mutamenti. Per un professionista della professione di aiuto è fondamentale applicare, nel vivere, innanzitutto su di sè, principi come empatia, ascolto attivo, resilienza e presenza consapevole.

Il counseling è prima di tutto un’interazione, non tra un terapeuta ed un paziente, ma tra un counselor ed un cliente; siamo nella sfera del caring (to care: prendersi cura, sostenere, avere a cuore) e non del curing (to cure: somministrare una cura, ripristinare la salute mentale risolvendo una patologia).

Nel Counseling la persona non è malata, ma viene riconosciuto e auto riconosciuto il suo diritto alla vulnerabilità, durante momenti di transizione e di cambiamento profondo, o passaggi esistenziali importanti: un divorzio, un cambio di lavoro, un trasferimento in un’altra città, ritrovarsi con figli adolescenti… questi sono alcuni esempi di situazioni per i quali un utenza sempre maggiore cerca autonomamente aiuto presso un Counselor.

 

L’OVOIDE DI ASSAGGIOLI: LA NOSTRA PSICHE.

psiche_uovo_assagioli
1. Inconscio profondo, il passato, dove sono i ricordi rimossi
2. Inconscio medio o subconscio, facilmente accessibile
3. Inconscio superiore o superconscio: intuizioni, premonizioni
4. Conscio: Campo della coscienza attiva e pensante
5. Io o Sé Centrale: non sempre è unificato e centrato
6. Il pallino luminoso: Sé transpersonale, a cui tutti dovrebbero tendere
7. Inconscio collettivo, comune al genere umano.

 

Nel Counseling Transpersonale, come mostrato sopra, nel diagramma del Dr. Assagioli, si tende all’incontro con la propria natura essenziale, spirituale, in territori archetipici dell’inconscio collettivo, e stati non ordinari di coscienza ad incontrare il proprio Sè Transpersonale: la propria natura intima più profonda, autentica e spirituale. Lavori con la danza, il canto, il breatwork, la meditazione, le visualizzazioni rientrano in questo campo di applicazione.

Il tutto con l’obbiettivo di trasformare la difficoltà in crescita, potenziale e risorse, cogliendone il messaggio e riscoprendo una parte del proprio sè autentico ed essenziale.

Il diritto all’amore, all’accoglienza incondizionata e alla gioia è nostro per diritto di nascita, ma dobbiamo prima di ogni cosa riconoscere la nostra umana vulnerabilità, solo allora potremmo salire ed incontrare la nostra divina natura spirituale.

Buon Cammino.

Iris Gioia ‘Deva Rajani’ Antonella Le Piane.

(Operatore Olistico  -Registro SIAF LO-2215 OP- Counselor)

 

 

 

Pineale, prezioso dono.

 

Se potessimo con poc15624756_1215667328482350_1174777347635675136_nhi accorgimenti giornalieri garantirci un discreto potere immunostimolante, sonni profondi e ristoratori, più piacere e più amore in quello che facciamo? Non varrebbe la pena di sapere come?

Siamo interessati a questa piccola ghiandola a forma di pigna, che non supera il mezzo grammo, della grandezza di una mandorla, posta al centro del cervello, tra i due emisferi : la Ghiandola Pineale. Fino a pochi decenni fa questo era un organo considerato superfluo nell’evoluzione da parte della medicina ortodossa, oggi vanno aprendosi su di lei panorami di ricerca alternativi che forniscono risposte nuove e sempre più plausibili, tra questi la PNEI, l’ Epigenetica e la Medicina Quantistica.

Ma cosa possiamo fare per lei? E cosa lei può fare per noi?

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I TRE PILASTRI DELLA PRATICA

Il sentiero della pratica Buddhista ha tre aspetti fondamentali. Aspetti che costituiscono la pratica in sé; pertanto senza uno, gli altri non tendono a svilupparsi.

Sila.

Panna.

Samadhi.

Rispettivamente: Virtù (impegno morale), Saggezza, Concentrazione.

Sila ha a che fare con la condotta morale, un vivere basato sul NON creare, con azioni o parole, sofferenza a sé e agli altri. O quanto meno limitarla al massimo.

Cinque sono i precetti che il praticante laico è invitato a coltivare, sono regole di autodisciplina da applicare nella vita quotidiana:

1. Astenersi dall’uccidere o danneggiare qualunque creatura vivente

2. Astenersi dal prendere ciò che non ci è stato dato

3. Astenersi da una condotta sessuale irresponsabile

4. Astenersi da un linguaggio falso o offensivo

5. Astenersi dall’assumere bevande alcoliche e droghe.

Mantenendo la sfera delle nostre intenzioni e azioni il più pura possibile, oltre che evitare di produrre ulteriore Karma, prepareremo quel giardino calmo e compassionevole dove la saggezza potrà “accadere”.

Panna: saggezza.“Non fatevi guidare dalla tradizione, dalla consuetudine o dal sentito dire; dai testi sacri, dalla logica o dalla verosimiglianza, né dalla dialettica o dall’inclinazione per una teoria. Non fatevi convincere dall’apparente intelligenza di qualcuno o dal rispetto per un maestro… Quando capite da voi stessi che cosa è falso, stolto e cattivo, vedendo che porta danno e sofferenza, abbandonatelo … E quando capite da voi stessi che cosa è giusto … coltivatelo"  Buddha

La saggezza buddhista si interessa piuttosto di quegli aspetti dell’esistenza che sono direttamente osservabili, e che non implicano l’adesione a un credo. Gli insegnamenti vanno verificati alla luce dell’esperienza personale. I modi di esprimere la verità possono variare a seconda delle persone. Ciò che veramente conta è la validità dell’esperienza, e se tale esperienza conduce a un modo di vivere più saggio e compassionevole.

Ovviamente per fare ciò occorre una mente vigile che conosce se stessa e che pratica la retta visione. Da qui l’importanza di …….

Samadhi: Sedersi in silenzio prestando attenzione al respiro porta, col tempo, allo sviluppo di chiarezza e calma. In questo stato mentale è possibile discernere più chiaramente tensioni, aspettative e umori abituali, e scioglierli con l’esercizio di un’investigazione delicata e al tempo stesso penetrante.

Il Buddha ha insegnato che è possibile sostenere la meditazione nel corso dell’attività quotidiana, e non solo quando si siede immobili in un certo luogo. Si può portare l’attenzione sul movimento del corpo, sulle sensazioni fisiche o sul flusso di pensieri e sentimenti che si avvicendano nella mente. Questa attenzione dinamica si definisce ‘presenza mentale’, o consapevolezza.

Pertanto non si tratta soltanto di sedersi su un cuscino in un luogo silenzioso. La pratica è ovunque e sempre. Si pratica quando non si reagisce ad un insulto, quando si sceglie di rinunciare alla parola sprezzante, quando ci si astiene dal giudizio, quando si ha rispetto per la vita e la proprietà altrui, quando si preserva la propria lucidità, quando si sceglie di connettersi con la propria esperienza diretta, quando si riconosce, si accetta, si investiga e si lascia andare.

La pratica è ovunque e in ogni singolo istante. Come il Respiro.

Buon Cammino.

Fonte: http://santacittarama.altervista.org/buddhismo.htm#Meditazione

Le Tre Magnifiche “R” : Riflessione (self-Reflection) , Relazione e Resilienza.  

Ovvero come la Meditazione può stimolare la crescita delle Fibre Integrative del Cervello.

Partiamo con ordine. Dalle definizioni, che non si sbaglia mai:

Riflessione o auto riflessione, ossia la contemplazione delle proprie emozioni, sensazioni e abitudini, un vedere (non giudicante e privo di aspettative) l’io e le sue costruzioni con un’attitudine inclusiva e non selettiva. Ovvero notare ciò che emerge.

Relazione è vita. Per relazione vogliamo intendere una connessione tra noi e gli altri, compassione, empatia e percezione sollecita dell’altrui condizione fisica, mentale ed emotiva.

Resilienza è la facoltà di una sostanza di resistere e/o per estensione di adattarsi al cambiamento esterno, quindi flessibilità, elasticità e spirito autentico di adattamento, di fatto  l’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a “leggere” gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza.

La riflessione o auto riflessione consente col tempo di, per dirla con le parole di E. Fromm, “…dare alla luce sé stessi…”, in poche parole ci permette di coltivare la facoltà di dare un nome alle nostre emozioni e di poterle gestire: le basi dell’intelligenza Emotiva e Sociale. Attenzione: per gestione delle emozioni non intendo repressione, negazione o annullamento… bensì: vedere, rinunciare ad una reazione e lasciare andare. Possiamo vedere la paura e sentirla come blocco allo stomaco o gola serrata, senza per forza esserne travolti o fuggire via nel panico. Stare lì ed osservare. Stare nel disagio ed assistere alla sua naturale dissipazione.

La Meditazione (self-reflection) influenza e sviluppa le Fibre Integrative del Cervello che  si trovano proprio in corrispondenza all’area tra le sopracciglia, in quella parte del cervello chiamata corteccia pre frontale, questa parte del cervello circonda il limbico e ne permette le registrazioni in memorie, si collega tramite il tronco encefalico al midollo spinale, un tessuto neuronale che attraversa tutta la spina dorsale raccogliendo miliardi di informazioni nervose dal nostro corpo e dal cervello del Cuore e dell’Intestino ed è collegata anche all’area di Broca, dove troviamo i Neuroni Specchio che si attivano nel circuito di Risonanza e che ci permettono di sentire cosa sta succedendo nel sistema nervoso dell’altro: empatia e relazione.

Ricapitolando questa piccola parte del nostro cervello prende ciò che sta succedendo nell’altro, ciò che succede nel nostro nostro proprio corpo, nel cuore, nell’intestino, ciò che si è attivato nel Limbico, e tutte le informazione dell’intera Corteccia e….. prende TUTTE queste cose separate e le mette INSIEME: Integrazione. Unione. YOGA.

Ecco cosa questa piccola porzione del nostro cervello situata proprio in corrispondenza del sesto chakra può fare, se stimolata, nutrita e allenata!

Per concludere…. quando pratichi auto – riflessione (Mindfulness) e hai buone relazioni con le altre persone (basate sul rispetto, la sintonia e la comunicazione), tu stimoli la crescita delle Fibre Integrative del Cervello e queste sono le fibre nervose che ti conferiscono Resilienza. Questo si traduce in gestione dei propri impulsi, consapevolezza delle proprie emozioni e delle emozioni altrui, etica naturale perché naturalmente predisposto a pensare ed agire per il bene altrui e del pianeta. (percezione del campo Morfogenetico),  avere intuizioni e creatività, essere sintonizzato con le altre persone…..

Riflessione. Relazione. Resilienza.

Medita, costruisci buone relazioni e goditi la vita!!!!

Un ringraziamento a: Daniel Siegel, MD, Professore presso UCLA, Co-Direttore del Mindful Awareness Research Center, Direttore Esecutivo del  Mindsight Institute.

fonte: http://youtu.be/LiyaSr5aeho