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Il linguaggio del corpo, una voce spesso inascoltata.

Il corpo parla, inequivocabilmente, senza mentire, senza le infrastrutture adattive della mente, senza “se” e senza “ma”.

In una cultura dell’inibizione e risoluzione del sintomo, ci ritroviamo spesso in conflitto con lui e la sua voce inascoltata, tende ad aumentare in volume e intensità.http3a2f2fmedia-pinkblog-it2f22f2e02fmal-di-schiena-e-colite

Paura e insicurezze irrigidiscono pancia e intestino.

Una profonda tristezza e rassegnazione sul ricevere amore e attenzioni bloccano il respiro e atrofizzano i polmoni.

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La spinta eccessiva alla performance senza concederci di essere arrabbiati, tristi, o semplicemente stanchi, bloccano la schiena.

Arterie indurite e sclerotizzate, urlano silenziosamente il bisogno di una carezza e una parola gentile.

La rassegnazione emotiva e una silente disperazione sono il terreno nel quale cresce il cancro.

Tutto questo a livello energetico se vogliamo avere una visione olistica dell’essere umano e non meccanicistica delle sue componenti fisiche. Quando lo stress esistenziale diventa insopportabile, quando per troppo tempo non abbiamo visto, riconosciuto e accolto i messaggi dell’anima, accade che il corpo, stanco, consuma tutta la sua energia in anni di repressione della nostra verità, e le “difese” crollano.

Sentire, conoscersi e riconoscersi.

Cominciamo a farci questo dono, non deleghiamo, il sentire non possiamo delegarlo, siamo i primi responsabili del nostro equilibrio, benessere e salute.

Abbi cura di TE.

Iris Gioia Deva Rajani

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Non ci sarebbe vita senza stress. Come la Presenza ci permette di coglierne i vantaggi.

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Eustress: quella forza e determinazione che ci sostiene nel superamento degli ostacoli e al miglioramento e alla crescita.

Come spesso accade mi ritrovo a scrivere riguardo a ciò che tende a rimaner celato dietro al telo pesante del pensiero collettivo e della propaganda mediatica. Vorrei quindi spezzare una lancia a favore del famigerato STRESS.

Oggi si fa un enorme parlare di stress: stress bioenergetico, fisico, ossidativo, psicoenergetico, correlato…… etc…

Recentemente ho notato che ci sono situazioni in cui lo stress non solo non è così dannoso, ma è persino utile e necessario alla vita e al progresso personale.

Partiamo dalla base: definiamo stress. Lo stress è la risposta psico fisica di un’organismo  alle sollecitazioni dell’ ambiente, alla vita che accade. Premettendo questa semplice definizione, possiamo dire che due situazioni completamente diverse quali per esempio il manager che è fortemente in ritardo ad un appuntamento importante e si vede rubare il parcheggio sotto il naso, e il masai che deve “relazionarsi” con un branco di iene, nel cuore della notte, per proteggere il suo gregge, possano generare la stessa risposta, in termini di ansia, angoscia, produzione di adrenalina e noradrenalina, alterazioni dell’equilibrio interno a livello endocrino e immunitario.

Invece no, non necessariamente, è molto facile che il manager debba prendere il malox per digerire il pranzo e litighi con la moglie al suo rientro in casa, e che il masai torni a dormire non appena sventato il pericolo, o in mancanza di reali risorse, semplicemente non si alzi nemmeno dal letto.

Questo ci induce ad una riflessione molto semplice: l’attitudine cambia l’esperienza.

L’attitudine è condizionata da credenze, imprinting, pensiero collettivo, considerazione di sè, pensiero discorsivo, pensiero proattivo, pensiero strategico, pensiero, pensiero e ancora pensiero…….

Che fare?

Aggiungiamo un piccolo tassello alla definizione di cui sopra: lo stress è la risposta psico fisica dell’organismo alle sollecitazioni dell’ambiente e può dividersi in due connotazioni, Distress: nel caso in cui non abbiamo le risorse per far fronte a ciò che l’ambiente ci “porta”, quindi la sfida supera la risorsa,  Eustress abbiamo tutte le risorse necessarie per far fronte alla situazione contingente, percui la risorsa è commisurata alla sfida.

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Distress: non abbiamo le risorse necessarie per far fronte alla situazione.

Distress porta con se angoscia, ansia, disagio… e nei casi più gravi panico, e indebolimento del sistema immunitario

Eustress ci da quella spinta ad attivare le nostre risposte migliori in quell’esatto momento per far fronte al meglio alla situazione, portandoci quindi a crescere, evolvendo attraverso una nuova esperienza.

A questo punto la domanda è d’obbligo: come faccio ad avere le risorse giuste, al momento giusto, perfette per la situazione. Può infatti capitare… di non essere preparati, di non aver previsto, di non essersi predisposti… una possibile risposta è nel prefisso “pre-“!!!

Mi auguro di non sembrare troppo new age, elencando questi semplici assunti, frutto della mia esperienza diretta:

  • Se una sfida bussa alla nostra porta è perchè abbiamo tutte le risorse per vincerla o perchè perdendola abbiamo una lezione da imparare.
  • Abbiamo tutte le risorse che ci servono proprio al momento giusto, non un attimo prima, non un attimo dopo, ma solo nel “qui ed ora” in cui l’esperienza si compie.
  • Quando siamo molto impegnati a pre-vedere, pre-occuparci, pre-pararci etc…. semplicemente non siamo lì, non ci troviamo a livello cosciente nel momento appropriato per cogliere la risorsa.

Questo non vuol dire non prepararsi per un esame importante: vuol dire dare il meglio di sè nello studio, ma una volta chiuso il libro, lasciar andare il pensiero e connettersi alla vita che accade, fiduciosi, sapendo che nel presente si avrà accesso a ciò che serve. E’ da sperimentare, serve allenamento perchè la tendenza a preoccuparsi è forte ed ha radici profonde nella cultura consumistica e regolata dal vantaggio che dilaga in occidente.

Ecco perchè un allenamento costante alla connessione col presente, unito a Mindfulness, Meditazione, Bioenergetica, può nutrire un attitudine di Presenza, liberando l’organismo dal distress pregresso ed accumulato, e portandolo ad una maggiore connessione con l’unico momento e spazio in cui può accedere alle risorse giuste per cogliere il vantaggio dell’eustress, scegliendo consapevolmente il da farsi.

Nel Counseling Olistico accompagniamo la persona a riappropriarsi di questa facoltà innata: stare nel qui e ora, affidarsi, restare aperti e curiosi, senza giudizio o pre-giudizio.

Il nostro presente è il miglior rifugio.

Buon Cammino

Iris Gioia A. Le Piane – Deva Rajani –

 

 

Non possiamo bagnarci due volte nello stesso fiume.

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Eh sì! Sembra proprio essere questo il nocciolo della questione, il fulcro dell’intera faccenda della sofferenza e dell’attaccamento.

Imparare a riconoscere il continuo fluire e divenire delle cose…. consentire alle cose di evolvere secondo una legge universale e un disegno cosmico che ci è sconosciuto. Ammettere che esiste l’in-conosciuto e vivere il mistero. Consentire alle cose, in particolar modo, quelle che ci portano piacere, di terminare secondo il naturale movimento della vita.

Serve un po’ di disciplina. Disciplina nell’osservare.

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8 qualità del Counseling : per capire cos’è e a chi si rivolge.

Capita a tutti di tanto in tanto di avere bisogno di aiuto, è legittimo poterlo chiedere ed è auspicabile avere la possibilità di riceverlo in uno spazio protetto e sicuro dove la persona viene sostenuta nella ricerca delle sue proprie risorse, riconoscendo e riscrivendo le proprie convinzioni, spesso limitanti,  per superare il momento critico.

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Nella vita di tutti i giorni non abbiamo la possibilità di fare questo, e scaricare frustrazioni e insoddisfazioni nelle relazioni, in famiglia o sul lavoro non è una scelta fortunata, non migliora le cose e non corrisponde ad una vera presa di responsabilità.

Prendersi responsabilità per sé stessi e per la propria crescita è un atto d’amore verso la propria persona e verso coloro che ci stanno accanto, per questo è bene cercare uno spazio apposito ed intraprendere una relazione d’aiuto con un professionista preparato, che ha lavorato sulla sua propria crescita evolutiva.

Ecco alcune caratteristiche che in base alla mia esperienza ho riscontrato appartenere al Counseling e che possono orientare e chiarire questa professione e il contributo che potrebbe dare alla tua crescita personale ed evolutiva:

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Mindfulness in Yoga: comprendere lo Stress e l’Invecchiamento

a cura di Iris Gioia Deva Rajani

 

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Lo  Stress e l’ Invecchiamento sono strettamente connessi ad una progressiva degenerazione cellulare.

Le cellule dei tessuti che compongono il nostro corpo si rigenerano ripetutamente, con diverse frequenze, in modo tale che ogni 7 anni siamo completamente nuovi a livello cellulare e biochimico

 

Allora perchè degeneriamo col tempo?

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Confessione di Iris Deva Rajani: ti presento il mio Critico Interiore.

La mia è stata una vita di compensazione, e ci sono tutt’ora i residui; il movimento e la rabbia sono le energie che sottendono alle mie risposte e un senso di perfezionismo e talvolta di superiorità, che ovviamente compensava il sentirsi indegna di amore.

Con gli anni l’Ego Spirituale aveva integrato il Critico e insieme facevano anche una bella squadra, ma mi tenevano in continua tensione, e sebbene tutti i loro propositi fossero buoni, non avevo accesso alla mia energia vitale e tutto veniva fatto con estremo sforzo.



Sotto il controllo del mio Critico alleato all’Ego Spirituale ho fatto cose bellissime, ho aiutato molte persone, nel ruolo di salvatrice, per sentirmi utile, necessaria, indispensabile. Tutto questo naturalmente a livello inconscio. Oggi non ho smesso di aiutare il prossimo, ma lo faccio con enorme gioia e amore e riconosco quando non lo posso fare, ma ciò che è davvero cambiato è l’energia del cuore, quella frequenza così spaziosa e accogliente che avevo tagliato fuori per non sentire il dolore troppo grande per la piccola Iris. Il lavoro sul Critico Interiore passa necessariamente dall’incontro col nostro bambino interiorizzato, perchè ciò che ha costruito l’immagine di cui siamo schiavi altro non è che un bisogno insoddisfatto, a cui non osiamo dar voce. Il problema è che il Bambino non molla, chiede in ogni modo di essere visto, chiede che il suo bisogno venga accolto, il Critico non molla crea confini, paura ed incertezze a non finire, anche l’Anima non molla… col suo anelito spinge verso la realizzazione di Sè. Quindi o rimani schiacciato tra queste forze o dai spazio, respiri, apri le braccia e accogli e integri quello che c’è. 

Integrare vuol dire abbracciare gli opposti e scioglierli in UNO. E’ un’alchimia. Farne un distillato nuovo.

Ci sono stati mesi di intenso lavoro, dove la vita mi ha apparecchiato gli scenari più inimmaginabili per mostrarmi la strada e per testare la fiducia. Oggi mi sento molto amata dall’esistenza. Oggi vedo ogni persona nella mia vita come una manifestazione della Coscienza Divina. Un messaggio, una soglia verso il mio abisso, un dono. Io stessa sono questo. Comprendo che nella nostra forma umana sentiamo dolore e sofferenza, comprendo che l’Anima sta così evolvendo e trasmutando, cambiando frequenza.
Affrancarsi dal giogo del Critico Interiore è un processo che ogni ricercatore spirituale e chiunque aneli ad una vita di maggior gioia e pace, dovrebbe intraprendere.
L’inconscio si chiama inconscio perchè non è disponibile alla coscienza. Si tratta di qualcosa che è attivo ma di cui non ne conosciamo la natura. Questo ci sequestra emotivamente e ci impedisce di vivere il presente, il qui e ora, e di disporre dell’energia. La forza che tiene l’inconscio fuori dal campo di coscienza è costituita in maggior misura dal bisogno dell’Ego (o immagine di noi) di difendersi dagli attacchi del Critico. Questo ci preclude il contatto con l’Essenza che per sua natura è sempre qui e ora, come il nostro corpo, come il nostro respiro, come la nostra energia. Ho esperito che quando sono nell’Essenza e dispongo delle risorse essenziali, decade completamente la tendenza a spiegare, a giustificare, a proteggersi, a schermarsi, a mantenere l’egemonia o il controllo, come se l’Essenza avesse questa invincibile forza senza movimento. Una vulnerabilità inattaccabile. Una sensazione di pace, amore e verità che fatico a spiegare.

Ogni volta che ci concentriamo su “come dovrebbe essere” perdiamo il contatto con ciò che è, inevitabilmente qualcosa viene dimenticato, obnubilato, la nostra consapevolezza si assottiglia, mentre il Critico ingrassa.
Accogliere questo istante così com’è, non v’è altra evoluzione possibile.

Iris Gioia Deva Rajani

Longevità cellulare, stress e Meditazione: I Telomeri

Che cosa sono i telomeri? I telomeri costituiscono la parte finale dei nostri cromosomi: sappiamo che la loro lunghezza è di fondamentale importanza per la salute delle cellule. Con l’avanzare dell’età, la lunghezza dei telomeri si riduce e questo si associa all’invecchiamento cellulare. Ma esiste un enzima, la telomerasi, che si oppone all’accorciamento dei telomeri.

La meditazione mindfulness, lo ricordiamo, è stata messa a punto per l’Occidente dal medico psicoterapeuta Jon Kabat-Zinn. Il quale ha elaborato le sue idee partendo dagli insegnamenti del Buddhismo Theravada (Vipassana), ma anche dallo Zen e dallo Yoga.

Una sessione di meditazione al giorno… toglie il bastone di torno. Meditare può rallentare, infatti, il processo di invecchiamento cellulare. Diversi studi, tra cui un’ampia ricerca dell’Università della California di Davis, hanno dimostrato come la meditazione migliori l’attività dell’enzima telomerasi, che ricostruisce e allunga i telomeri, sequenze di DNA situate alle fine dei cromosomi. Proteggere i telomeri è fondamentale per garantire lunga vita alle cellule: quando i telomeri si accorciano sotto a una certa soglia, le cellule smettono di dividersi ed entrano in uno stato di senescenza.

La frase “Ho perso 10 anni di vita” a seguito di uno shock o di un prolungato periodo di stress è più che appropriata perché lo stress è responsabile di un imponente degrado dei telomeri, inducendo un processo di invecchiamento cellulare accellerato.

Come possiamo frenare allora il progressivo logoramento dei telomeri? Probabilmente aumentando l’attività dell’enzima telomerasi e la meditazione si propone come un modo per centrare l’obiettivo.

Niente chimica, solo attività sulla mente.

Riduzione dello stress, contrasto all’invecchiamento cellulare, aumento della consapevolezza.

Che altro?….. Be Kind with Yourself, Be Mindful!