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Le Tre Magnifiche “R” : Riflessione (self-Reflection) , Relazione e Resilienza.  

Ovvero come la Meditazione può stimolare la crescita delle Fibre Integrative del Cervello.

Partiamo con ordine. Dalle definizioni, che non si sbaglia mai:

Riflessione o auto riflessione, ossia la contemplazione delle proprie emozioni, sensazioni e abitudini, un vedere (non giudicante e privo di aspettative) l’io e le sue costruzioni con un’attitudine inclusiva e non selettiva. Ovvero notare ciò che emerge.

Relazione è vita. Per relazione vogliamo intendere una connessione tra noi e gli altri, compassione, empatia e percezione sollecita dell’altrui condizione fisica, mentale ed emotiva.

Resilienza è la facoltà di una sostanza di resistere e/o per estensione di adattarsi al cambiamento esterno, quindi flessibilità, elasticità e spirito autentico di adattamento, di fatto  l’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a “leggere” gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza.

La riflessione o auto riflessione consente col tempo di, per dirla con le parole di E. Fromm, “…dare alla luce sé stessi…”, in poche parole ci permette di coltivare la facoltà di dare un nome alle nostre emozioni e di poterle gestire: le basi dell’intelligenza Emotiva e Sociale. Attenzione: per gestione delle emozioni non intendo repressione, negazione o annullamento… bensì: vedere, rinunciare ad una reazione e lasciare andare. Possiamo vedere la paura e sentirla come blocco allo stomaco o gola serrata, senza per forza esserne travolti o fuggire via nel panico. Stare lì ed osservare. Stare nel disagio ed assistere alla sua naturale dissipazione.

La Meditazione (self-reflection) influenza e sviluppa le Fibre Integrative del Cervello che  si trovano proprio in corrispondenza all’area tra le sopracciglia, in quella parte del cervello chiamata corteccia pre frontale, questa parte del cervello circonda il limbico e ne permette le registrazioni in memorie, si collega tramite il tronco encefalico al midollo spinale, un tessuto neuronale che attraversa tutta la spina dorsale raccogliendo miliardi di informazioni nervose dal nostro corpo e dal cervello del Cuore e dell’Intestino ed è collegata anche all’area di Broca, dove troviamo i Neuroni Specchio che si attivano nel circuito di Risonanza e che ci permettono di sentire cosa sta succedendo nel sistema nervoso dell’altro: empatia e relazione.

Ricapitolando questa piccola parte del nostro cervello prende ciò che sta succedendo nell’altro, ciò che succede nel nostro nostro proprio corpo, nel cuore, nell’intestino, ciò che si è attivato nel Limbico, e tutte le informazione dell’intera Corteccia e….. prende TUTTE queste cose separate e le mette INSIEME: Integrazione. Unione. YOGA.

Ecco cosa questa piccola porzione del nostro cervello situata proprio in corrispondenza del sesto chakra può fare, se stimolata, nutrita e allenata!

Per concludere…. quando pratichi auto – riflessione (Mindfulness) e hai buone relazioni con le altre persone (basate sul rispetto, la sintonia e la comunicazione), tu stimoli la crescita delle Fibre Integrative del Cervello e queste sono le fibre nervose che ti conferiscono Resilienza. Questo si traduce in gestione dei propri impulsi, consapevolezza delle proprie emozioni e delle emozioni altrui, etica naturale perché naturalmente predisposto a pensare ed agire per il bene altrui e del pianeta. (percezione del campo Morfogenetico),  avere intuizioni e creatività, essere sintonizzato con le altre persone…..

Riflessione. Relazione. Resilienza.

Medita, costruisci buone relazioni e goditi la vita!!!!

Un ringraziamento a: Daniel Siegel, MD, Professore presso UCLA, Co-Direttore del Mindful Awareness Research Center, Direttore Esecutivo del  Mindsight Institute.

fonte: http://youtu.be/LiyaSr5aeho

Longevità cellulare, stress e Meditazione: I Telomeri

Che cosa sono i telomeri? I telomeri costituiscono la parte finale dei nostri cromosomi: sappiamo che la loro lunghezza è di fondamentale importanza per la salute delle cellule. Con l’avanzare dell’età, la lunghezza dei telomeri si riduce e questo si associa all’invecchiamento cellulare. Ma esiste un enzima, la telomerasi, che si oppone all’accorciamento dei telomeri.

La meditazione mindfulness, lo ricordiamo, è stata messa a punto per l’Occidente dal medico psicoterapeuta Jon Kabat-Zinn. Il quale ha elaborato le sue idee partendo dagli insegnamenti del Buddhismo Theravada (Vipassana), ma anche dallo Zen e dallo Yoga.

Una sessione di meditazione al giorno… toglie il bastone di torno. Meditare può rallentare, infatti, il processo di invecchiamento cellulare. Diversi studi, tra cui un’ampia ricerca dell’Università della California di Davis, hanno dimostrato come la meditazione migliori l’attività dell’enzima telomerasi, che ricostruisce e allunga i telomeri, sequenze di DNA situate alle fine dei cromosomi. Proteggere i telomeri è fondamentale per garantire lunga vita alle cellule: quando i telomeri si accorciano sotto a una certa soglia, le cellule smettono di dividersi ed entrano in uno stato di senescenza.

La frase “Ho perso 10 anni di vita” a seguito di uno shock o di un prolungato periodo di stress è più che appropriata perché lo stress è responsabile di un imponente degrado dei telomeri, inducendo un processo di invecchiamento cellulare accellerato.

Come possiamo frenare allora il progressivo logoramento dei telomeri? Probabilmente aumentando l’attività dell’enzima telomerasi e la meditazione si propone come un modo per centrare l’obiettivo.

Niente chimica, solo attività sulla mente.

Riduzione dello stress, contrasto all’invecchiamento cellulare, aumento della consapevolezza.

Che altro?….. Be Kind with Yourself, Be Mindful!

Mindfulness come parte del Percorso di Formativo Aziendale

Oggi come oggi non è più un segreto che informazioni e nozioni altisonanti non bastano a fare di uno staff un Buon Staff. Infatti a prescindere dalle competenze Tecniche di ognuno,che possono, e spesso sono di alto livello, occorre fornire alla persona strumenti per andare ad allenare la sua facoltà di operare in modo Mindful, in poche parole una nuova accoglienza dell’esperienza del presente, così com’è.

Da un recente studio dell’Università di Liegi (2013) le persone mediamente dedicano mentalmente il 43% del loro tempo durante la veglia a pensare al futuro, il 26% al passato e solamente il 15 % al presente (un 16% è di collocazione temporale incerta). Quindi noi dedichiamo quasi il 70 % della nostra vita a due dimensioni temporali che semplicemente non esistono.

Allenare la mente ad un’attitudine  paziente e non giudicante, potendo osservare automatismi e manierismi mentali, molti dei quali sono radicati come frutto di un lungo condizionamento può portare ad una visione nuova delle vicende quotidiane e indebolire la tendenza a reagire.

Si tratta di un processo psicologico fondamentale che può modificare il modo in cui rispondiamo alle inevitabili difficoltà della vita, non solo allo stress e alle sfide esistenziali quotidiane, ma anche a problemi psicologici gravi, come la depressione cronica, le dipendenze patologiche, il disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi d’ansia di diverso tipo.

Ecco alcuni dei risultati riscontrati e misurati a seguito di una costante applicazione della Mindfulness nelle aziende:

  1. Determina maggior efficienza e chiarezza nello svolgimento del lavoro
  2. Rinforza la coesione tra le persone che nasce dalla condivisione di una visione comune della vita e del lavoro.
  3. Sviluppa la capacità di rispondere in modo efficace (scelta ponderata) alle situazioni problematiche invece di reagire (modalità automatica).
  4. Sviluppo di competenze quali intuizione, creatività, consapevolezza emotiva.
  5. Aumento della produttività.
  6. Forte riduzione e migliore capacità di gestione dello stress.
  7. Maggiore propensione e potenziamento del lavoro in team.
  8. Mente più libera e attiva per prendere decisioni e gestire i problemi

E’ utile sapere che:

“Tra le aziende più importanti che hanno deciso di implementare percorsi e programmi basati sulla mindfulness per i manager e i collaboratori troviamo Apple (fornisce spazi dedicati ai dipendenti consentendo loro di avere 30 minuti al giorno per meditare in ufficio, fornendo corsi sulla mindfulness e yoga, in una sala allestita allo scopo), Nike (i dipendenti hanno accesso a sale relax, e possono prendere parte a corsi di meditazione e yoga, senza dover mai lasciare l’azienda), AOL Time Warner (la società ha aggiunto corsi di meditazione nella giornata di lavoro), Google (ha sviluppato un programma di corsi di mindfulness volto ad aiutare i dipendenti a imparare a respirare consapevolmente, ascoltare i colleghi e a migliorare la propria intelligenza emotiva), Yahoo! (i dipendenti possono usufruire di sale per praticare varie tecniche meditative per ridurre lo stress durante il lavoro o per interagire con altre persone che condividono i loro interessi), Procter & Gamble (l’azienda offre un’ampia gamma di programmi di salute e fitness che comprendono corsi di meditazione e spazi per il rilassamento all’interno degli spazi aziendali), Deutsche Bank (all’interno di questa multinazionale sono stati offerti corsi di meditazione e di rilassamento, in specifici spazi dedicati, allo scopo di ridurre lo stress dei dipendenti e di creare benefici mentali e operativi sul posto di lavoro).” (fonte ISIMIND)

Iris
Gioia Rajani è un’insegnante di Yoga Hari-Om
certificata Yoga Allianz.

Si
avvicina allo yoga nel 2009 come autodidatta ma ben presto scopre la
necessità della relazione con un Maestro.

Fin
da bambina riceve e accoglie la chiamata alla ricerca spirituale  e
si appassiona a studi, tecniche ed approfondimenti che portino ad una
maggior comprensione della nostra natura di UNO, attraverso il
riconoscimento e l’accettazione di una compresenza duale: la natura
divina e la forma umana.

Segue
Maestri Contemporanei dell’Advaita Vedanta quali Rupert Spira e
Francis Lucille.  

Studiosa
e praticante di Meditazione Vipassana Ispirata dal  Ven. Ahjan
Chandapalo, nella tradizione del BuddhismoTheravada.  

Nella
sua formazione c’è il MBSR (Mindfullness Based On Stress Reduction)
Training Self Guided Course, sotto la supervisione di Dave Potter,
sul modello di Jon Kabat Zinn dell’ Unversity of Massachusetts
Medical School.

Iris
Gioia Rajani è sannyasin praticante di Osho Meditations.

Breathworker
in
Training per Counselour Olistico Integrale® presso Accademia
dell’Essere, Deeksha Giver.

Conduce
sessioni di Meditazione Vipassana presso il Centro di Meditazione
Ananda di Brescia.

E’
disponibile per incontri di Consulenza Individuali di Yoga Personal,
dove l’uso di Asana e Pranayama è calibrato sugli squilibri
energetici rilevati tramite test dei Tre Dosha (Ayurvedica), Yoga
Nidra, rilassamento profondo e recupero delle risorse interiori, e
Trasformazione consapevole del disagio tramite la Tecnica RAIN.


Assistente
nel Corso di Sviluppo Umanistico orientato alla Metodologia del
Counseling Integrale®, di Accademia dell’Essere.
Redattrice per
Centro Studi del Benessere Evolutivo Integrale. Seminarista e
In-formatrice Olistica.
Nel
2014  sviluppa“Mindful
Yoga Course”, un felice sposalizio tra  Hatha Yoga e Mindfulness,
una sessione di Yoga e Meditazione Guidata che
combina energia yin e yang, dove le sequenze di asana e il flusso di
yoga Vinyasa sono esplorazione gentile e accogliente dei propri
limiti (reali o concepiti), in un atteggiamento di integrazione e di
unione e di indagine di ciò che è.